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Come il voto di 27mila persone può far cadere il governo Conte Bis

giuseppe conte

27273 che ieri su Rousseau hanno votato per la presentazione di liste del MoVimento 5 Stelle in Calabria ed Emilia Romagna possono aver inconsapevolmente deciso il destino del governo Conte Bis. L’effetto a catena che si potrebbe scatenare è lo scenario politico peggiore che potrebbe presentarsi all’esecutivo dopo il voto delle elezioni regionali, ma va comunque tenuto in conto.

Come il voto di 27mila persone può far cadere il governo Conte Bis

La partecipazione al voto infatti, oltre a rappresentare un suicidio politico assistito per il M5S e a mettere a rischio la leadership di Di Maio, potrebbe portare alla fine delle elezioni regionali a uno scenario in cui il Partito Democratico perde in Calabria e, soprattutto, nella regione rossa per eccellenza, l’Emilia Romagna. Anche se oggi i sondaggi danno in vantaggio Stefano Bonaccini su Lucia Borgonzoni, a questo punto l’Emilia diventa la linea del Piave. Per questo, scrive Fabio Martini sulla Stampa, ieri sera il più depresso per il voto della piattaforma Rousseau, anche se non lo dava a vedere, era il presidente del Consiglio:

L’ala pentastellata che puntava ad un accordo strategico col Pd (Fico-Trizzino) nel referendum aveva scommesso sulla desistenza e ha perso nettamente. Ora Conte sa che in Emilia-Romagna andrà comunque male per lui: se il Pd vince da solo e i Cinque stelle vanno male, il governo sarà ancor di più destabilizzato. E questa sensazione di smarrimento tra i notabili del governo, era suggerita da una dichiarazione rilasciata cinque ore prima, stavolta a Milano, dal presidente del Consiglio che era arrivato ad ipotizzare un ripristino dello scudo legale per l’acciaieria ex Ilva: per Conte sarebbe il quarto cambio secco di posizione – no, sì, no, sì – nel giro di 17 mesi.

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Il voto in Emilia Romagna alle ultime elezioni (Corriere della Sera, 22 novembre 2019)

Una giornata, appesantita dalla difficoltà di far quadrare dossier come Fondo Salva Stati, Alitalia, ex Ilva, Legge di Bilancio. È con tutto questo arretrato che il presidente del Consiglio ha deciso di confermare la cena già preannunciata ai propri ministri due giorni fa, una cena per provare a creare quel clima da “spogliatoio” necessario per provare a vincere le partite. Iniziativa che nei giorni scorsi era stata salutata con scetticismo da parlamentari e media, soprattutto perché nella tradizione italiana “conclavi” e cene non hanno mai portato bene. Anzi, di solito, hanno preceduto divorzi irreparabili.

Il divorzio qui potrebbe essere rimandato di qualche mese. E arrivare nel giorno dei risultati delle elezioni regionali. L’effetto a catena potrebbe portare Zingaretti a sfilarsi da un governo che gli fa perdere consenso e lo metterebbe in difficoltà con l’opposizione interna che non voleva un governo con il MoVimento 5 Stelle. E dopo la caduta di Conte si andrebbe alle urne. Consegnando il paese per cinque anni (minimo) a Matteo Salvini.

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