La macchina del funky

Roma Multiservizi, altri 2500 posti a rischio

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Il Messaggero racconta oggi che la grana dei 669 licenziamenti di Roma Multiservizi potrebbe essere soltanto l’inizio di un’emorragia di posti di lavoro nell’azienda gestita da Manutencoop e AMA:

Rossana Trenti, amministratrice delegata di Multiservizi, spiega che anche i 2.500 dipendenti che si occupano dell’appalto global service ora sono a rischio «se la gara a doppio oggetto non dovesse andare bene o se, in alternativa, non venisse prorogato loro l’appalto».
C’è quindi lo spettro – agitato dalla società per alzare il livello di tensione – di nuovi licenziamenti, che colpirebbero adesso tutti gli addetti del servizio pulizia delle scuole. I tempi sono strettissimi. Anche in questo, come per i primi 669 lavoratori già con un piede fuori, la data fissata che non si può superare è quella del 31 luglio. O dentro o fuori. Con tutto ciò che ne comporta. L’amministrazione grillina è alle prese con una grana non da poco.

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Ieri la linea ufficiale del Comune è stata quella della sorpresa: la sindaca non sapeva nulla dei licenziamenti, la giunta e l’assemblea si sono attivati per fermarli.

Le riunioni si susseguono a Palazzo Senatorio con ritmo febbrile. Per lunedì il direttore generale Franco Giampaoletti ha convocato le sigle sindacali. Obiettivo: rassicurare e indicare le prime mosse che la giunta Raggi vuole prendere per evitare che il bilancio del primo anno sia aggravato anche dalla vertenza Multiservizi, società partecipata al 49% da Ama e per il resto da Manutencoop.
La linea della grillina rispetto all’annuncio dei primi 669 licenziamenti è stata quello dello stupore, più precisi della «sorpresa», seguita poi «dalla rabbia» per un’uscita non concordata né preavvisata con i vertici di Manutencoop. «Ma noi ci siamo limitati a fornire questa informazione ai vertici di Atac visto che in ballo c’era quell’appalto, saltato», è la linea dei vertici societari.

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