La macchina del funky

«I deputati 5 Stelle vogliono la cacciata di Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi

rocco casalino

La Stampa di oggi racconta in un retroscena che i deputati del MoVimento 5 Stelle, furiosi per il caso Cassimatis a Genova, avrebbero chiesto la testa di Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi. Tutto parte dal racconto di uno sfogo di Alessandro Di Battista negato su Facebook dall’interessato:

Si racconta che Alessandro Di Battista venerdì mattina sia stato visto in un autobus romano, il 303, che dalla Cassia porta al centro, parlare concitatamente al telefono e ripetere queste frasi: «Perché è stato commesso questo errore, io non ce la faccio più a tenere unito il movimento. A Genova rischiamo di prendere una sberla. Questa volta gli elettori potrebbero non capire».
Di Battista, ieri mattina, per allontanare i sospetti in un post su Facebook ha provato a smontare le indiscrezioni: «I “retroscenisti” (l’ultima evoluzione di quei giornalisti incapaci di trovare notizie) si occupano di me sostenendo che avrei finito la pazienza con Beppe, avrei dubbi sul Movimento, avrei smesso di avere voglia di lottare. Cosa non si fa per coprire le vergogne dei partiti non è vero? Volate alto, sono gli ultimi colpi di coda di un sistema morente».

alessandro di battista genova
Casalino è finito spesso nelle polemiche sui giornali per il suo ruolo all’interno dello staff comunicazione, ma mai nessuno ha messo pubblicamente in dubbio la sua funzione, anche di fronte a polemiche come quella scatenata da Enrico Mentana qualche tempo fa. Ma qui il tema della discordia è più prosaico e riguarda il rischio di non essere ricandidati, paventato anche da Grillo nel post in cui scaricava la Cassimatis:

In realtà il pasionario grillino non solo crede che la scelta di Genova possa rivelarsi un boomerang, ma è il megafono di un malcontento ben più vasto che serpeggia all’interno della galassia pentastellata. Intimoriti e dunque spaventati di esprimere le proprie opinioni, i parlamentari preferiscono il silenzio, si nascondono dietro un «no comment». La linea bassa scelta, come ha raccontato ieri La Stampa, è il prodotto di un timore che va al di là del pasticcio di Genova. Ovvero, il pericolo di non essere ricandidati. A farlo trapelare è stata una fonte dell’ufficio di comunicazione.
Da mesi infatti si consuma uno scontro tra i parlamentari e appunto l’ufficio di comunicazione: uno è inviso all’altro e viceversa. Per frenare questa fuga di notizie i deputati sembra si siano sfogati nelle chat interne. Si racconta pure che abbiano chiesto la testa dell’ufficio di comunicazione – ovvero il licenziamento di Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino – o in subordine una smentita totale da parte dell’ufficio stesso.

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