La macchina del funky

M5S, Rocco Casalino rischia l'addio?

rocco casalino

Jacopo Iacoboni sulla Stampa di oggi fa il punto sul MoVimento 5 Stelle dopo la morte di Gianroberto Casaleggio. La prima conseguenza politica sarebbe uno spoyls system a livello di staff comunicazione, ovvero sulla struttura che già i parlamentari avevano sfiduciato qualche tempo fa in un voto poi ripetuto che aveva salvato alcuni componenti. Adesso sotto tiro ci sarebbe Rocco Casalino, l’ex Grande Fratello oggi responsabile della comunicazione in Senato, insieme a Ilaria Loquenzi, a suo tempo sfiduciata e poi lasciata al suo posto dopo l’intervento di Casaleggio:

Una delle prime cose che Davide e Di Maio gestiranno è la questione dei parlamentari contro la comunicazione. Fino a oggi Loquenzi e Casalino erano stati protetti dal cofondatore, che non ha mai voluto concedere al gruppo parlamentare la testa di nessuno dei due anche solo per ribadire il suo potere di scelta, che gli spettava da regolamento del M5S (per la verità il gruppo è andato moto vicino a prendersi quella della Loquenzi, le votò contro ma Casaleggio – come La Stampa anticipò – fece annullare il voto e rivotare finché la fiducia non le venne riconfermata ) .
Sennonché i due, forti di questa copertura, hanno accentuato atteggiamenti invisi alla grande maggioranza dei parlamentari; Loquenzi andando in giro a dire che tanto sfiduciarla era impossibile, perché Casaleggio l’avrebbe rimessa al suo posto; e Casalino spintosi a definire – non solo in alcune chat private del movimento, che abbiamo potuto leggere – che i senatori erano degli «incapaci». Ora inesorabilmente questi nodi verranno al pettine. E vengono al pettine perché anche Luigi Di Maio s’è persuaso che bisogna cambiare.

ilaria loquenzi silvia virgulti
Ilaria Loquenzi con Silvia Virgulti nella foto profilo su Facebook

Adesso, spiega il quotidiano, la prima vittima del cambio di strategia potrebbe essere la Loquenzi, che Davide Casaleggio non avrebbe alcun interesse a difendere. Poi toccherà a Casalino:

È assai improbabile che Di Maio possa voler nominare la fidanzata Silvia Virgulti a capo della comunicazione. Quanto a Casalino, basti dire quello che narra un senatore: «Senza Casaleggio lui non terrà più». In precedenza ogni volta che questo delicato equilibrio tra Roma e Milano veniva contestato si faceva sentire il tribunale di ultima istanza rappresentato dal cofondatore. Ora questo tribunale non c’è più e la dinamica mostra tutta la sua fragilità. E poi: che faranno i non pochi scontenti della guida Di Maio? Lui vuole gestire in proprio il rapporto con Davide, senza nessuna interposizione, e ha dunque bisogno alla comunicazione di una persona di sua fiducia.
Ma Davide, protetto da Grillo, si terrà un’ultima parola, perché sa che staccare Roma da Milano significa staccarla dall’azienda di famiglia: il che è anche giuridicamente impossibile, al momento. Di certo i due hanno qualcosa in comune: anche la compagna di Davide appartiene a quell’universo «motivazionale» – è tra l’altro campionessa di bike estrema – che tanto ha cementato la cellula fondativa della Casaleggio associati, compresi quelli che poi hanno preso la strada di Roma.