Fact checking

Il fantastico modo in cui Roberta Lombardi smentisce sé stessa (senza nemmeno accorgersene)

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Roberta Lombardi, si sa, è “più forte delle fake news”. Ieri la candidata alla Presidenza della Regione Lazio per il M5S ha “spiegato” che il fatto che sui bonifici caricati su TiRendiconto fossero stati sbianchettati il CRO e le date di esecuzione degli stessi era dovuto ad “un eccesso di zelo” di uno dei suoi collaboratori. Per tutta risposta la Lombardi ha pubblicato ieri una foto del bonifico, con il CRO/TRN ma senza la data di esecuzione. L’intenzione della deputata pentastellata era quella di stoppare “la farsa” di Repubblica e dei giornali – come Nextquotidiano – che le chiedevano maggiore trasparenza.

Roberta Lombardi e le “prove” dei suoi bonifici

Qualche minuto fa la Lombardi è tornata sulla questione scrivendo un nuovo post sui suoi bonifici. Per Lombardi Repubblica “si pone la domanda delle domande, fa lo scoop del secolo, e dice: ok, la Lombardi ha fatto i bonifici, il Cro c’è, ma in quale giorno esattamente ha fatto le sue donazioni al fondo per il Microcredito?”. E non è una fake news, perché le date la Lombardi continua a non mostrarle, non si sa se per calcolo elettorale o per eccesso di zelo. La candidata del MoVimento 5 Stelle si concede di lasciarsi andare al sarcasmo: “La prossima forse sarà: da quale computer la Lombardi ha fatto le sue donazioni? E di che marca è il mouse con cui ha cliccato il “si’” al bonifico? Mistero…Non so se ridere o piangere. Roba da Pulitzer!”.

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E senza dubbio non è “roba da Pulitzer” chiedere alla Lombardi di pubblicare la distinta di versamento per intero. In un paese dove i 5 Stelle aspirano ad andare al governo del Paese sarebbe un atto dovuto e non ci sarebbe alcuno scoop. Prendiamo atto però che la Lombardi quelle date non ce le vuole dire. E continuiamo a chiederle: “perchè?” senza fare alcuna dietrologia. Ci limitiamo di nuovo a guardare i fatti.

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Ad esempio Lombardi pubblica la risposta, inviata dalla Ragioneria Generale dello Stato alla sua richiesta di acquisire l’elenco di tutti i versamenti effettuati dal marzo 2013 ad oggi. La mail è stata inviata due giorni fa, il 13 febbraio e fa riferimento ai soli versamenti effettuati da Roberta Lombardi al Capo 18, capitolo 3696, del bilancio dello Stato nel periodo aprile 2013/febbraio 2018. Ovvero da quando Lombardi è entrata in Parlamento fino ad oggi.

La trasparenza della Ragioneria dello Stato smentisce Roberta Lombardi

Finalmente la prova definitiva che Lombardi non sta mentendo ai cittadini e che Repubblica è nel torto. Per dimostrare la sua onestà la Lombardi pubblica anche le due schermate con tutti i versamenti (e anche due screenshot di due bonifici eseguiti nel 2013 con il “benedetto” CRO in bella vista). Ma il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli. Ed infatti basta scorrere alla fine dell’elenco per vedere che gli ultimi versamenti risalgono al novembre 2017 e riguardano rispettivamente i contributi volontari (ovvero le “restituzioni”) relativi ai mesi di maggio, giugno, luglio e settembre 2017.

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Mancano però i due “famosi” bonifici relativi a ottobre e novembre 2017, proprio quelli oggetto delle contestazioni a Roberta Lombardi da parte dei giornali. Questo significa che il documento pubblicato dalla Lombardi smentisce la Lombardi stessa dal momento che quei due bonifici (e mancherebbe anche dicembre 2017 visto che per ammissione della pentastellata vengono “rendicontati” i tre mesi precententi) non ci sono. A margine facciamo notare che il totale ammonta a 139.283,71 euro mentre la Lombardi nel suo post si dice “fiera di aver donato 155 mila euro dei miei stipendi”.  All’appello mancano quasi sedicimila euro, molto di più dei 3.800 euro che Lombardi ha versato con le restituzioni dei mesi di ottobre e novembre 2017. Ora noi vogliamo credere che Lombardi abbia davvero fatto quei due bonifici e non abbiamo motivo di dubitarne. Ma c’è una sola spiegazione logica che spieghi come mai non risultino nel documento pubblicato dalla stessa Lombardi su Facebook. La spiegazione è che il 13 febbraio quei due versamenti non erano ancora entrati nelle casse dello Stato. Ed è questo il motivo per cui la Lombardi è ancora così reticente a pubblicare la data. Perché si vedrebbe che ha effettuato i bonifici ben dopo che il caso “rimborsopoli” era esploso sui giornali.