Fact checking

La farsa di Roberta Lombardi sui suoi rendiconti

Roberta Lombardi è “più forte delle fake news”. O almeno così racconta ai suoi elettori. Le “fake news” sarebbero quelle pubblicate oggi da Repubblica (e ieri da Nextquotidiano) sulle rendicontazioni della deputata candidata alla Presidenza della Regione Lazio. La Lombardi contesta la ricostruzione data dai giornali circa gli ultimi bonifici pubblicati su TiRendiconto. Si tratta delle “restituzioni” dei mesi di ottobre e novembre 2017 che la Lombardi ha rendicontato sul sito successivamente al 9 febbraio.

Il senso di Roberta Lombardi per le fake news

Il nervosismo è palpabile, ma non si può parlare di fake news. Perché su TiRendiconto – ovvero il portale della trasparenza – pentastellata i bonifici di restituzione si presentano senza il codice di riferimento operazione (CRO) o il Transaction Reference Number (TRN). Non è una bufala o una mistificazione giornalistica. Il bonifico di novembre 2017, come da file caricato dalla Lombardi su TiRendiconto, è effettivamente senza il CRO/TRN. Perché il CRO sia stato cancellato non è dato di saperlo. Ma dire che il CRO non c’è è la verità.

roberta lombardi restituzione novembre 2017 - 2

Questa mattina la Lombardi per dimostrare di essere più forte delle fake news ha caricato il “bonifico originale” spiegando di non aver nulla da nascondere e che “dietro lo sbianchettamento dei miei dati personali non c’è niente, solo l’eccesso di zelo di un mio assistente”. E calcolando che a novembre la Lombardi ha “rendicontato” 7.295,36 euro di spese per i collaboratori lo zelo è più che giustificato. Però l’unico dato personale della Lombardi è il numero di conto di addebito dell’ordinante (e non è certo l’unica ad oscurare il suo IBAN per motivi di privacy). Il CRO/TRN invece non è certo un informazione personale ed infatti nelle precedenti rendicontazioni (ad esempio settembre 2017) è sempre in bella vista.

roberta lombardi rimborso cro data novembre 2017 - 1

Oggi Lombardi ha deciso di “chiudere questa farsa” pubblicando appunto il “bonifico originale” dove si vede chiaramente che “il CRO c’è”. Ora  parte che quello è un TNR (ma la Lombardi non è certo tenuta a conoscere la differenza)  quello non è il “bonifico originale”. Perché la Lombardi omette di inquadrare (sarà un eccesso di zelo anche questa volta) la data di esecuzione. Nella foto (e nel documento caricato sul sito a 5 Stelle) mancano la data di esecuzione dei due bonifici, le date relative alla valuta, al giorno e l’ora in cui i versamenti sono stati fisicamente inseriti nel sistema.

Roberta Lombardi non ha nulla da nascondere (tranne le date dei versamenti)

Come ricorda Repubblica «siccome dal primo febbraio 2014, per accreditare una somma in euro, è necessario inserire nell’ordine la data di esecuzione, il fatto che sugli ultimi due non ci sia, fa dubitare che l’operazione sia andata a buon fine». Il che non è una fake news è un dubbio legittimo alla luce degli elementi che la Lombardi stessa ha fornito in nome della trasparenza. Ora sempre in nome di quella trasparenza la Lombardi ha sì fornito un TRN ma continua ad omettere le date. Perché lo fa? Se davvero vuole “chiudere la farsa” perché lasciare fuori un elemento così importante per fare chiarezzza una volta per tutte? Forse non vuole far sapere quando ha effettivamente pagato le “restituzioni” di ottobre e novembre?

roberta lombardi rimborso cro data novembre 2017 - 2

Cosa succederebbe se si scoprisse che il bonifico è stato fatto dopo che i giornali hanno iniziato a interessarsi del caso come sembra di evincere dalla data 11/02/2018 impressa nella schermata? Non è chiaro come mai la Lombardi non abbia risposto a queste obiezioni durante il video di ieri nel quale giustificava il ritardo con il fatto che è in campagna elettorale (ma non ha uno staff pagatissimo?). Se davvero Roberta Lombardi non ha nulla da nascondere perché non mostra le date? Ieri ha detto che «noi abbiamo sempre fatto le restituzioni dei tre mesi precedenti, quindi sono perfettamente in linea con i tempi». Su rendiconto però ci sono solo ottobre e novembre e manca dicembre 2017. Forse la pentastellata non si rende conto che sono le sue omissioni ad alimentare i dubbi (legittimi) e non sono i giornali a creare “fake news”.

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