Economia

Come il ritardo nel Decreto Attuativo sul Reddito di Cittadinanza non sta facendo ripartire i consumi

Mentre il governo era impegnato a litigare sul caso Siri e a vendere agli elettori nuove promesse elettorali come la Flat Tax o il nuovo decreto sicurezza l’esecutivo dimentica di far funzionare quanto ha già fatto. Ad esempio non si è ancora visto il Decreto Attuativo sul Reddito di Cittadinanza che stabilisca con precisione quali tipologie di prodotti è possibile acquistare con la card. Sembra un discorso marginale ma in realtà non è così perché anche se oggi non si parla più di “spese immorali” non è ben chiaro cosa si possa comprare con il Reddito di Cittadinanza.

Aires: il governo faccia presto sul decreto attuativo per il RdC

A denunciare la mancanza di una normativa chiara è Aires, l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati che riunisce le principali aziende e gruppi distributivi specializzati di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Tra gli associati di Aires ci sono i principali gruppi dell’elettronica di consumo come Euronics, Expert, GRE e Unieuro. Con l’arrivo delle prime ricariche del RdC Aires ha invitato gli associati ad informare la clientela che al momento con la card del Reddito non è possibile fare acquisti di prodotti di elettronica. Ne avevamo parlato anche su NextQuotidiano dopo la comparsa di un cartello in un punto vendita di Euronics. L’emanazione del decreto che dovrà “identificare ulteriori esigenze da soddisfare attraverso la carta di pagamento” è annunciata anche sul sito dedicato del RdC.

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La comunicazione di Aires ai suoi associati sul Reddito di Cittadinanza

Si tratta – ci aveva spiegato l’avvocato Davide Rossi direttore generale di Aires – di una decisione a titolo precauzionale per evitare che i percettori del RdC possano incorrere in qualche sanzione. La speranza naturalmente era quella che alcune tipologie di elettrodomestici (ad esempio frigoriferi e cucine) potessero rientrare nel “paniere” dei beni di prima necessità acquistabili con il sussidio. Speranza legata all’approvazione del decreto attuativo, che però tarda ad arrivare. Qualche giorno fa Aires ha diffuso una nota stampa dove chiedeva ai due ministeri interessati dalla questione (il Ministero del Lavoro e il Ministero delle Finanze) di fare presto perché «ogni ritardo nella definizione dei beni crea delusione negli aventi diritto, sconcerto nelle imprese e presta il fianco a fenomeni di abuso e malversazione delle risorse».  Ieri Luigi Di Maio ha detto che si vuole concentrare a trovare soluzione ai problemi concreti degli italiani: questo è uno di quelli.

Perché è importante definire cosa si può comprare con il Reddito di Cittadinanza

Può sembrare un argomento marginale o di poco conto. In fondo l’importante è che il denaro arrivi e che finalmente una parte di quelle famiglie che non sapevano come arrivare a fine mese ora abbiano le risorse per poter vivere meglio. Ma non è così. Perché da un lato è un diritto di chi percepisce il RdC quello di sapere come e dove può spendere il denaro per evitare di incorrere in sanzioni che possono anche fargli perdere il Reddito di Cittadinanza. Dall’altro, in considerazione del fatto che il RdC è stato presentato come una misura in grado di rilanciare i consumi è doveroso da parte del governo stabilire quali beni possano essere acquistati.

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L’avvocato Davide Rossi, Direttore Generale di Aires

Aires è una delle categorie produttive che si sta muovendo in tal senso, e lo fa anche in ragione dell fatto che rappresenta 180 imprese, 2000 punti vendita con un numero di addetti stimabile intorno alle 16.500 unità e un fatturato nel 2018 pari a 8 miliardi di euro. Insomma si tratta di una voce importante nel panorama italiano. L’avvocato Davide Rossi, Direttore Generale di Aires ci ha spiegato perché è necessario fare presto con il Decreto Attuativo, anche in considerazione del fatto che a breve dovrebbero arrivare le ricariche di maggio per il Reddito di Cittadinanza.

Avvocato, siamo entrati ormai nel secondo mese di erogazione del Reddito di Cittadinanza e ancora non si vede il Decreto Attuativo, com’è la situazione nei punti vendita?

«C’è una certa preoccupazione perché c’è il timore che questo decreto non esca mai o esca tra moltissimo e questo alimenta grande incertezza nel mercato, dispiacere nei confronti dei consumatori perché magari ci sono persone che vengono nei punti vendita perché hanno bisogno di un frigorifero, di una cucina economica o di un fornetto. Forse paradossalmente è più difficile mettere da parte un gruzzolo per comprare una cosa che costa duecento euro o trecento euro che riuscire a trovare i soldi per comprarsi da mangiare. Ci sono persone che fanno fatica a mettere da parte quelle risorse e pensavano di poterlo fare grazie al Reddito di Cittadinanza»

È successo di dover mandare indietro dei possibili acquirenti perché avevano la card?

«Sì, i nostri affiliati ci hanno riferito di casi in cui hanno dovuto dire ad un cliente che non poteva usare la card per fare l’acquisto. In alcuni casi il cliente comprensibilmente irritato ha detto “andrò da un altro che la accetta” e hanno fatto il nome di aziende che la accettano»

Perché? Non c’è un vero e proprio obbligo o divieto per gli esercenti?

«È il problema del vuoto normativo creato dal ritardo nell’emanazione del decreto. Ci risulta – ma non posso dirlo con certezza – che in alcuni casi non sappiamo se è stata fatta una selezione sull’utilizzabilità della carta per aziende che hanno il codice AtEco [il codice che identifica la tipologia di attività economica Ndr] degli alimentari»

Nel senso che nei negozi di elettronica non si possono fare certi acquisti ma altrove sì?

«Pensiamo ad esempio ai grandi supermercati alimentari, se un percettore del Reddito di Cittadinanza andasse a fare acquisti lì e comprasse qualcosa che non rientra nella definizione di beni di prima necessità sarebbe un fenomeno paradossale e addirittura distorsivo della concorrenza. Oltre al danno della vendita persa per i nostri esercenti c’è il rischio che i cittadini possano pensare che per qualche motivo noi non vogliamo erogare questo servizio».

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Fonte

Mentre il problema invece è la mancanza di regole chiare e precise

«Secondo noi è giusto che alla possibilità di acquistare alimenti si debba affiancare anche quella di comprare gli elettrodomestici che servono per cucinarli e conservarli. Certo comprendiamo che è difficile segmentare i prodotti e stabilire quali acquisti consentire e quali no»

Il ritardo a cosa è dovuto secondo lei?

«È comprensibile che il primo mese possa essere stato un mese di rodaggio ma adesso in questi giorni dovrebbero partire le prime ricariche per le card e quindi è probabile che qualche cliente si ripresenti e che quindi si riproponga la medesima problematica. Per noi è sempre brutto mandare via un cliente dal negozio»

Il Ministero vi aveva dato delle tempistiche sul Decreto?

«No, nessuna promessa sui tempi di approvazione ma ci era sembrato che fosse stato superato il tema del divieto degli acquisti per certi elettrodomestici. La viceministro Castelli non ci ha fatto promesse su un eventuale inserimento dei beni nel “paniere” ma nemmeno ci ha detto che era una cosa impossibile. Ad occuparsi della questione sono il Ministero delle Finanze e quello del Lavoro che congiuntamente devono lavorare al Decreto»

Ma al momento cosa è possibile acquistare?

«La norma attuale consente l’utilizzo del Reddito di Cittadinanza per l’acquisto di prodotti alimentari e medicinali, il pagamento di bollette per utenze e infine delle rate del mutuo o dell’affitto. Le altre categorie merceologiche sono quindi al momento escluse, anche se non in maniera esplicita»

Quindi non solo non è possibile acquistare elettrodomestici ma anche altri prodotti?

«Allo stato attuale per il momento la norma primaria indica solo quelle categorie. Quindi se uno volesse comprare un paio di scarpe o di pantaloni non potrebbe farlo. È proprio per quello che è importante che venga emanato il Decreto Attuativo che almeno indichi con precisione quali prodotti non è possibile acquistare. Potrebbe essere la soluzione più semplice»

C’è da dire che il Reddito di Cittadinanza è stato presentato sia come un aiuto alle fasce più deboli della popolazione che come un sistema per far ripartire i consumi e immettere denaro nell’economia reale. Possiamo dire che così come è ora è difficile che aiuti a far ripartire i consumi?

«Per le imprese nulla è nocivo quanto l’incertezza. E questa incertezza lascia spazio ad abusi. Senza il decreto attuativo si lascia spazio non solo ai fenomeni distorsivi della concorrenza ma anche a fenomeni come l’accaparramento di alimentari che poi potrebbero essere rivenduti per avere il denaro per fare altri acquisti. Fermo restando che già oggi ritirando il contante si può aggirare quanto stabilito dalla norma primaria».

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