Politica

Come il PD è morto in Umbria

La sinistra non sembra riuscire a continuare a garantire la protezione sociale ai cittadini colpiti dalla crisi, mentre la Lega ne fa il proprio cavallo di battaglia

zingaretti salvini

Se il MoVimento 5 Stelle ha perso il 75% dei consensi andando incontro a una catastrofe elettorale in Umbria, il Partito Democratico, che dal punto di vista dei consensi ne ha perso soltanto un quarto, da quello politico ha visto crollare quella che era una sua roccaforte elettorale. L’Umbria era una regione rossa come l’Emilia Romagna, la Toscana e le Marche e oggi è diventata tutta verde, cioè leghista. Il crollo, spiega Nando Pagnoncelli sul Corriere oggi, non è tanto di voti quanto di potere: “Se, sia pure un po’ arbitrariamente, sommiamo le forze che allora potevano essere attribuite all’area della sinistra (Pci, Psi, Psiup, Psdi) troviamo a loro favore il 60% e oltre dei voti validi. Dopo la scomparsa di queste forze il centrosinistra e la sinistra (Pds, Rifondazione, Ulivo, Pd) ottengono insieme tra il 58 e il 63% dei voti validi nelle elezioni che vanno dal 1995 al 2010”.

pd umbria
Come il PD è morto in Umbria (Corriere della Sera, 29 ottobre 2019)

Ma il cambio di prospettiva, al di là degli scandali della sanità umbra, è culturale:

Il modello, infatti, non riesce più a rispondere alle richieste di sviluppo e di protezione sociale che lo hanno reso vincente. I dati Istat ci dicono che il Pil umbro è quello che ha visto una delle maggiori contrazioni negli anni della crisi, battuto solo dal Molise.

Tra il 2007 e il 2017 l’Italia ha perso il 5,2%, l’Umbria il 15,6%, anche a causa degli effetti del terremoto (non a caso anche le Marche segnano una contrazione dell’11,6%).

Qui sta appunto parte importante della spiegazione: la sinistra non sembra riuscire a continuare a garantire la protezione sociale ai cittadini colpiti dalla crisi, mentre la Lega ne fa il proprio cavallo di battaglia.

Poi in concreto cosa fa la Lega per proteggere socialmente i cittadini? Niente. Ma questa è un’altra storia. Anzi, è la prossima storia.

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