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Parlamentarie, ecco i candidati M5S: Marione, Paragone e Mazzillo

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C’è il vignettista Mario Improta detto Marione, che dice di averlo fatto «perché mi è stato chiesto dalle tante persone che mi seguono sui social»; c’è Gianluigi Bombatomica Paragone, che ha deciso di cambiare mestiere dopo che La7 l’ha messo in panchina per La Gabbia; c’è persino Andrea Mazzillo, ex assessore della Giunta Raggi defenestrato per l’opposizione al concordato ATAC. La carica delle parlamentarie M5S promette benissimo e darà sicuramente spettacolo nei prossimi giorni fino al voto del 15 gennaio.

Parlamentarie, i candidati M5S: Marione, Paragone e Mazzillo

Già l’anteprima ha suscitato un buon livello di perplessità ieri, quando gli eletti del MoVimento 5 Stelle hanno cominciato a negare via nota stampa le difficoltà del sistema Rousseau per le candidature nonostante i tantissimi commenti sul blog di Grillo di utenti che si lamentavano di non riuscire ad accedere al portale. Ma il vero spettacolo deve ancora cominciare. Anche perché si fonda su nomi assolutamente a sorpresa, come quelli di Gianluigi Paragone ed Emilio Carelli, mentre Dino Giarrusso, citato tra i candidati, non ha confermato. Giarrusso è la iena che ha fatto i servizi sui casi Weinstein all’italiana, autore dell’inchiesta sulle accuse di molestie da parte di diverse attrici al regista Fausto Brizzi. E a quanto pare si candiderà anche l’attrice Claudia Federica Petrelli che proprio alle Iene aveva raccontato di molestie subite). Carelli invece è ex vicedirettore del Tg5 ed ex direttore di Sky Tg24.

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I candidati alle Parlamentarie M5S (Il Messaggero, 4 gennaio 2018)

Paragone è un caso molto interessante di studio per i grillini, soprattutto per gli attivisti dei banchetti: ex direttore della Padania, organo di partito della Lega Nord, poi assunto in RAI nelle lottizzazioni berlusconiane, è passato a Raidue e a La7 successivamente. Adesso è pronto a scendere in campo con i 5 Stelle dopo aver presentato gli eventi dei grillini. Saranno della partita anche Giuseppe Mastruzzo, che dirige l’International Universiy College di Torino, e Marco Montanari, esperto di crisi internazionali e osservatore OCSE.

La discesa in campo di Lannutti e Carelli

Ok anche a Elio Lannutti dell’ADUSBEF, spesso al centro di tante battaglie grilline. Sono i cosiddetti “indipendenti”, gli outsiders a cui il M5s ha chiesto di presentarsi per dare una mano al Movimento. Per poter correre hanno dovuto anche loro registrarsi oggi e aderire al nuovo Statuto e al nuovo codice etico del Movimento, regole, assicura il candidato premier Luigi Di Maio, che il M5s si è imposto per dare “finalmente delle risposte a quella che è la questione morale, che si discute da 30 anni e passa in questo Paese”.

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I commenti che segnalano i problemi alle parlamentarie

Con un nuovo Non Statuto e un nuovo Codice Etico e una nuova Associazione, la terza, a cui tutto il Movimento si riferisce, con tanto di organigramma scritto nero su bianco. E con questi nuovi regolamenti tante novità che ridisegnano il volto del movimento, sempre più “partito” e sempre meno “grillino”. Le nuove regole affidano un ruolo preciso e codificato ai vertici del partito rappresentati dal Garante Vita Natural Durante Beppe Grillo e dal Capo Politico Luigi Di Maio che, tra l’altro, avranno l’ultima parola sulle candidature per il nuovo Parlamento. E sull’ingresso di soggetti esterni che potranno essere candidati e che poi potranno anche entrare in un eventuale governo pentastellato.

Un Partito delle Stelle?

Le nuove norme consentono anche agli indagati di concorrere per un seggio, purché i reati contestati non siano gravi o lesivi dei valori pentastellati, commessi con dolo. Le nuove regole allargano le maglie per le ricandidature a Montecitorio dei deputati che hanno superato la soglia dei 40 e che in base alle vecchie norme avrebbero dovuto presentarsi solo al Senato. Con l’introduzione della figura del Capo Politico arriva infine la maggiore e più importante modifica delle regole 5 stelle: la durata della carica può durare fino a dieci anni e viene riconfermata ogni cinque. Ma anche su questa regola, come per tutte le altre, nessun iscritto al Movimento è stato chiamare a dire la sua con un voto.
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Con i primi responsi sull’accettazione delle candidature poi ci sarà da andare a discutere in tribunale, dove verranno valutate tutte le questioni di questa particolare democrazia diretta da Beppe Grillo: il M5S ha fatto votare l’anno scorso uno Statuto dalla sua assemblea lasciando aperto il voto per un mese allo scopo di raggiungere un quorum che non è stato alla fine raggiunto. Ma poi ha successivamente dichiarato che era tutto ok. Dopo le cause in tribunale, ha buttato a mare lo statuto votato approntando per gli iscritti un modulo da accettare per essere iscritti a una nuova associazione, senza lasciar esprimere gli iscritti. E questa è soltanto una delle tante debolezze delle nuove regole del M5S: ci si aspetta un bello spettacolo nei tribunali.