Rassegna Stampa

Cos’è questa storia di Cacciari, Freccero e Puzzer uniti per un movimento (politico) no pass

Mercoledì, a Torino, è andato in scena un congresso dal nome evocativo “Le politiche pandemiche”. Ed erano presenti molti degli esponenti protagonisti di mobilitazioni contro la certificazione verde

Movimento No Pass

Ci sono un filosofo veneziano, un autore televisivo savonese e un portuale triestino. Non è l’inizio di una barzelletta, ma l’elenco dei protagonisti di un convegno che si è tenuto mercoledì a Torino. All’ombra della Mole, infatti, è andato in scena un incontro organizzato dal professore di diritto Ugo Mattei e che ha visti come grandi protagonisti tre dei personaggi pubblici (vecchi e nuovi) che nelle ultime settimane si sono messi in evidenza (chi dialetticamente, chi attivamente) nelle proteste contro la certificazione verde. Sono questi i sintomi che porteranno alla creazione di un Movimento politico no Green Pass?

Movimento No Pass, il convegno con Cacciari, Freccero e Puzzer

Questa è la tesi sostenuta dal quotidiano La Stampa che ha raccontato quanto accaduto ieri all’interno delle sale dell’International University College of Turin, teatro del convegno-summit dal titolo “Politiche pandemiche). Il tutto è durato diverse ore, iniziando dalla mattina e concludendosi nel tardo pomeriggio. E le posizioni tra i partecipanti (che, tra le tante cose, erano tutti sprovvisti di mascherina) erano molto variegate, ma unite da una linea unica contro il Green Pass.

E lì, in sala, c’erano il filosofo – ed ex Sindaco di Venezia – Massimo Cacciari che, prendendo la parola, ha detto: “Lo stato di emergenza non finirà: c’è l’intenzione di trasformare il Green Pass in uno strumento di controllo e sorveglianza permanente sempre più pervasivo”. Nulla più, nulla meno rispetto a quanto continua a ripetere a ripetizione nel corso delle sue continue ospitate televisive. E nella stessa stanza erano presenti anche Carlo Freccero – diventato idolo dei no green pass e dei no vax dopo le sue ultime comparsate, compresa quella a PiazzaPulita dove è riuscito anche a parlare delle bare di Bergamo – e l’altro personaggio (sconosciuto ai più fino a qualche settimana fa) che per qualche giorno è diventato grande protagonista delle pagine di cronaca: il portuale di Trieste Stefan Puzzer.

A completare il quadro – che secondo La Stampa potrebbe portare alla creazione di una nuova creatura politica come un movimento no pass – c’era anche l’intellettuale Giorgio Agamben, alcuni esponenti del partito “Alternativa c’è” – ex pentastellati – e del gruppo misto in Parlamento. Ma c’è stato anche chi, come il professor Mariano Bizzari dell’Università La Sapienza di Roma, ha deciso di utilizzare i classici paragoni forti (e privi di senso).

“Già Goering (il gerarca nazista, ndr) aveva messo in pratica il concetto di emergenza in occasione dell’incendio al Reichstag. Ora si comincerà a fare il controllo e la mappatura del Dna: l’eugenetica non l’ha inventata il nazismo”.

Piccoli estratti di quelle idee che sono rimaste chiuse all’interno dell’aula dell’università internazionale di Torino. E il quotidiano La Stampa racconta anche un altro retroscena. Alla richiesta di poter realizzare delle interviste con i vari partecipanti, ai giornalisti è stato risposto: “Prima tocca alle altre testate”. E quel prima è stato seguito dalle interviste realizzate da Byoblu, la testata di Claudio Messora nota per aver fatto disinformazione sulla pandemia e sui vaccini (ma in passato anche su altri argomenti).