Politica

Matteo Salvini che non è né con né contro i manifestanti #ioapro

“Quando c’è qualcuno che combatte per il suo posto di lavoro, ha diritto di protestare dove vuole e quando vuole”

In passato Salvini stava con i ristoratori di #ioapro. Poi, con l’ingresso in maggioranza e il governo Draghi, si è posizionato a metà. In quella posizione nel mezzo in cui non vuol scontentare gran parte del suo elettorato dicendo che devono rimanere chiusi per decisione dell’esecutivo di cui fa parte, e dall’altra in cui invece non vuol scontentare il governo dicendo che gli aperturisti fanno bene a scendere in piazza (anche quando la manifestazione non è autorizzata e le norme antcovid non permetterebbero eventi con tutta quesa gente). Quindi, ricapitolando: non può dire agli scontenti di #ioapro di rimanere a casa e accettare passivamente le decisioni dell’esecutivo di Draghi, e non può dire che il governo sta sbagliando, perché lui ne fa parte. E allora? Come far combaciare le due cose? Difficile anche per lui, che comunque non è un principiante nel dribblare le domande di giornalisti e non. E poi, altro dilemma: a favore dei manifestanti o delle forze dell’ordine? Soprattutto dopo gli scontri in cui son rimasti feriti alcuni agenti. Nel dubbio, sui social, in occasione della manifestazioni, la Bestia non ha mai scritto nulla.

Anche stavolta però Salvini, ospite a Cartabianca, è riuscito a dribblare una domanda di Bianca Berlinguer. Che prima lo ha fatto un po’ innvervosire, dicendo che la “Sardegna che è amministrata dal centrodestra è passata da essere bianca a rossa”. E lui: “Se c’è l’intenzione di dire che dove governa il centrodestra è tutto un disastro e dove no crescono le margherite, allora fate voi”. Poi, dopo una serie di domande su Sputnik, didattica a distanza, e la rabbia nei confronti del ministro Speranza, si è arrivati a parlare della manifestazione non autorizzata di #ioapro di lunedì a Roma. Lei: “Cosa ne pensa delle persone che ieri sono scese in piazza a Roma?”. Lui, con una non risposta: “Quando ci sono dei lavoratori in piazza, io sono sempre a favore del fatto che i lavoratori civilmente possano portare le loro proposte e le loro proteste. Quando c’è qualcuno che combatte per il suo posto di lavoro, ha diritto di protestare dove vuole e quando vuole. Quelli che non manifestano pacificamente e se la prendono con le forze dell’ordine non sono dei lavoratori ma degli imbecilli”.

Che poi non è proprio così, non si può manifestare dove si vuole e quando si vuole. Soprattutto di questi tempi.