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Così Salvini «dimenticò» di costituirsi parte civile contro Bossi e Belsito

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Un documento ufficiale dei revisori del bilancio della Lega Nord, datato 22 maggio 2015 segnalava ai vertici del Carroccio – e quindi a Matteo Salvini – di costituirsi parte civile nel processo a Belsito e Bossi. Ma il Capitano lo ha in parte ignorato.

Così Salvini «dimenticò» di costituirsi parte civile contro Bossi e Belsito

Del documento parla oggi Piero Colaprico su Repubblica e le affermazioni contenute sono inequivocabili. «In particolare, con riferimento alla comunicazione da questo collegio appresa da organi di stampa, di rinvio a giudizio con processo fissato per il 23 settembre prossimo davanti alla Prima sezione del tribunale di Genova, di cinque esponenti del movimento la Lega Nord, imputati di truffa ai danni dello Stato, relativamente a rimborsi elettorali, e di appropriazione indebita, il collegio raccomanda vivamente ai rappresentanti del movimento e il comitato amministrativo di costituirsi tempestivamente parte civile nel citato processo, onde far valere innanzi al giudice propria domanda di risarcimento e/o di restituzione». Non solo. Nella relazione finale, datata 3 giugno sempre del 2015, si scrivono una serie di raccomandazioni. E l’ultimo “pallino” richiama senza ombre l’avvertimento già dato il mese prima: il collegio federale dei revisori, e cioè Cristiano Maccagni, Andrea Donnini e Maurizio Delfino, raccomanda «di portare a compimento le raccomandazioni contenute nel verbale in data 22 maggio».

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Il documento dei revisori di bilancio della Lega Nord (La Repubblica, 20 settembre 2017)

La Lega Nord non si è costituita parte civile in quel processo ma solo in quello dove Belsito è accusato di “associazione a delinquere (articolo 416) finalizzata all’appropriazione indebita, al riciclaggio, alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche; all’intercettazione di commesse di aziende a partecipazione pubblica”. Il provvedimento di sequestro riguarda 48 milioni di euro dai conti del Carroccio, dove però non ci sono. La somma congelata ammonterebbe a poco più di un milione e, come puntualizza Paolo Grimoldi, segretario della Lombardia, «sono stati bloccati i conti anche alle sezioni più piccole, che magari hanno la sola disponibilità di 120 euro».

I soldi di Noiconsalvini sono salvi

Davide Vecchi sul Fatto Quotidiano invece spiega che i soldi di Noi con Salvini non sono in pericolo:

Nel 2015 il leader in felpa convocò un Congresso che cambiò radicalmente l’assetto fiscale del Carroccio: fino ad allora ogni conto corrente di ogni sezione veniva registrato con il codice fiscale della Lega Nord, con sede legale in via Bellerio. Venne deciso invece di rendere autonome (almeno fiscalmente) le diverse realtà territoriali e ad alcune (Toscana, Umbria, Marche e altre) vennero anche trasferiti dei fondi dai depositi del federale, cioè del partito.

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Soldi che potrebbero essere stati così messi in salvo. Nel dispositivo del Tribunale di Genova è infatti ordinato “il sequestro preventivo di somme di denaro depositate su conti correnti bancari, libretti di risparmio, depositi bancari intestati o comunque riferibili alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”. Quindi sono esclusi tutti i comitati del movimento “Noi per Salvini”, tra l’altro.

Il procuratore capo di Genova, dopo aver incontrato ieri i legali del Carroccio, si è detto possibilista sul poter svincolare alcune somme ma, ovviamente, solo con delle garanzie: “Una fideiussione o un immobile”. Da parte della procura, ha aggiunto, c’è“la piena consapevolezza della funzione essenziale che svolge un partito politico che deve poter svolgere la propria attività”.

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