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«La Raggi pensi a lavorare invece di far visita ai feriti»

@neXt quotidiano|

virginia raggi albero

Si chiama Massimo Mignano, ha 43 anni, è napoletano, di professione fa il postino e ieri ha rifiutato la visita della sindaca Virginia Raggi dopo essere stato coinvolto nella caduta dell’albero a viale Mazzini. Il Messaggero racconta perché ha detto no alla passerella della sindaca davanti al ferito, un classico delle photo opportunities per chi pensa che la propaganda sia più importante dell’amministrazione dei beni pubblici:

«So di essere vivo per miracolo, devo ringraziare Dio. Certo,non si possono correre questi rischi, in una città come Roma, non mi sembra normale…». Forse
per questo ha rifiutato la visita della sindaca Raggi, che appena saputo dell’incidente a Prati, aveva contattato gli ospedali per informarsi sulle condizioni dei due feriti, offrendosi di venire per un saluto (ma anche al policlinico Umberto I non ha potuto parlare con l’altra vittima, in gravissime condizioni).

«Ho detto al primario che non c’era bisogno che la sindaca venisse – confida Massimo, il giubbotto delle Poste ancora indosso – tremavo dalla paura, mi sentivo sotto choc, non stavo bene e non avrei saputo cosa dirle. Non ce l’ho con nessuno, per carità, è stato anche un gesto carino. Ma l’ho detto pure al dottore: invece di venire qui, la sindaca faccia più manutenzione degli alberi, che hanno problemi da anni». Alberi che «non dovrebbero venir giù così, per il vento, in una piazza frequentata da centinaia di persone ogni giorno».

L’altra vittima è Luigi Lambo, 52 anni, avvocato pugliese, docente della Luiss, padre di una bimba di 9, lotta per la vita nel reparto di rianimazione del Policlinico UmbertoI: è sedato, in ventilazione meccanica.

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