La macchina del funky

Maria Elena Boschi candidata contro Di Maio a Pomigliano?

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Da quando Maria Elena Boschi è tornata nell’occhio del ciclone dopo la testimonianza di Vegas in commissione banche, si è aperto di nuovo il toto-candidatura. La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio sembrava destinata a correre a Roma, nella zona in cui è stata votata alle primarie del Partito Democratico, ma piano piano le ipotesi su candidature alternative hanno cominciato a pullulare. Lei da Lilli Gruber ha detto che spera di essere candidata in Toscana, mentre qualcuno ha proposto il Trentino Alto Adige. Oggi un articolo della Stampa dà conto dell’intenzione di Renzi di candidarla a Pomigliano D’Arco contro Luigi Di Maio:

Per quanto riguarda la Boschi, è convinto di sapere già quello che Visco potrà raccontare, un incontro con il vicedirettore generale dell’istituto Panetta che lei, giocando d’anticipo, ha già commentato ieri in un’intervista. Minimizzandone il significato e il peso, come ripete anche il segretario a chi gliene chiede conto. «Leggo agenzie che parlano di una Boschi che si aggira negli uffici di Bankitalia: da quanto ne so non ci è mai andata».
Superato il primo cerchio di fuoco, oggi, domani ne arriva un altro, con la deposizione di Ghizzoni, a cui, secondo Ferruccio De Bortoli, la ex ministra delle Riforme si sarebbe rivolta chiedendo di valutare l’acquisizione di Banca Etruria da parte di Unicredit. Frase per la quale lei ha intentato una causa civile contro l’ex direttore del Corriere della sera. «Non c’è nulla da temere», ripete Renzi, «anche altri ministri si sono occupati di banche: Delrio, ma anche Poletti quando abbiamo fatto la riforma delle Bcc o Franceschini sulla Banca di Ferrara».

pier carlo padoan maria elena boschi
Intanto ieri l’uscita di Pier Carlo Padoan – “non ho incaricato nessuno di trattare sulle banche” – non è stata certo vista come un aiuto per uscire dal cul de sac in cui si è infilato il PD con la commissione banche:

Il problema è quante scorie resteranno di questa vicenda, a pochi mesi dal voto. Non a caso il tentativo del segretario e dei suoi, ieri, è stato quello di spostare il fuoco, di intervenire sulle parole di Di Maio a proposito del referendum sull’euro. E intanto, a Largo del Nazareno si ragiona su come trattare
la candidatura della Boschi. Non farà un passo indietro, sarà nelle liste.
Un modo per garantirle l’elezione potrebbe essere nel listino del proporzionale, sfuggendo al confronto diretto con altri candidati. Eppure, l’idea che ronza in testa al segretario è quella di spingerla alla battaglia campale: candidarsi nel collegio uninominale di Di Maio. Che dovrebbe essere Pomigliano, per la regola del M5S di cercare l’elezione nel luogo di residenza. Una scelta da ponderare bene, però: quel collegio è considerato incerto, il rischio di schiantarsi è molto alto.

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