Opinioni

Le accuse di Gianluigi Paragone a Buffagni su JpMorgan e Vittorio Grilli

Gianluigi Paragone continua a fare la guerra al MoVimento 5 Stelle, forse deluso per non essere stato ancora cacciato. E così, oggi linkando un articolo non firmato su Dagospia – ma chi avrà dato le informazioni per il pezzo a Dago? – il senatore che sta con i grillini ma fa il leghista e che aveva promesso dimissioni dalla carica in caso di accordo con il PD ma non le ha mai date adesso va all’attacco di Stefano Buffagni, accusato di aver incontrato Vittorio Grilli e JpMorgan al Four Season di Milano.

Non solo siamo diventati europeisti col Pd.
Ma ora andiamo pure agli incontri riservati organizzati da JpMorgan con Vittorio Grilli padrone di casa. Al Four Season…
Non vedevano l’ora di fare lingua in bocca col Potere!

gianluigi paragone

L’ANSA riporta una replica di Buffagni che sarebbe stata pubblicata su FB ma che nel frattempo non risulta più visibile:

“Non possiamo lasciare che a raccontare il Movimento sia sempre chi ci denigra. Noi abbiamo il dovere di dare la giusta informazione contro il fango. Credo che il Movimento esiste come ‘Noi’ e solo dopo come ‘IO’; perché il progetto non va usato solo per vendere libri ma per portare avanti istanze di cambiamento”. Lo scrive il viceministro M5s allo Sviluppo Stefano Buffagni in un post in cui replica alle accuse che gli sono state lanciate dal senatore Gianluigi Paragone a cui dice: “Sono certo che nonostante tu abbia annunciato le dimissioni dal Senato continuerai il tuo lavoro quale senatore della Repubblica nel Movimento smettendola di denigrarlo pubblicamente”.

La battuta sui libri è riferita a quando il libro del senatore Paragone venne presentato nello speciale del Tg1 senza però dire che l’ex conduttore della Gabbia era un esponente politico grillino:

In più, Buffagni ricorda giustamente a Paragone che è ancora in parlamento nonostante le annunciate dimissioni. La strategia di Paragone è chiara: vuole farsi cacciare dai grillini per legittimare così la sua scelta di rimanere in Senato e senza rischiare richieste di penali varie. E poi magari ricandidarsi con la Lega.

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