Rassegna Stampa

La sfacciataggine di Libero che riesce a dare dell’omofobo ad Alessandro Zan

Tutto è partito da un passaggio del suo libro (“Senza Paura”) in cui racconta di aver visto a Mykonos un deputato della Lega (fiero oppositore del ddl Zan) intento a baciarsi con un uomo

Alessandro Zan

Stravolgere e mistificare la realtà. Oggi Libero quotidiano riesce nell’impresa di accusare di “omofobia” il deputato che da tempo porta avanti la sua battaglia contro l’omotransfobia. Alessandro Zan, infatti, viene accusato dal giornale di Alessandro Sallusti di aver “messo all’indice” un deputato della Lega – fiero oppositore del suo ddl (che da oggi ricomincia il suo percorso in Senato) – visto a Mykonos mentre si baciava con un uomo. E da lì inizia il paradosso di Libero.

La vicenda raccontata nel suo libro

Partiamo, però, da quel che Alessandro Zan ha scritto nel suo libro “Senza Paura, la nostra battaglia contro l’odio”:

“Oggi tra Camera e Senato, ci sono 945 parlamentari. Quelli apertamente gay e lesbiche sono quattro: Ivan Scalfarotto, Tommaso Cerno, Barbara Masini e io. È statisticamente impossibile che siamo solo noi quattro e io so per certo che ci sono parlamentari gay in Forza Italia e in Fratelli d’Italia. In vacanza a Mykonos ho incontrato un deputato della Lega, del quale mi ricordo cartelli particolarmente aggressivi contro la legge Zan. Stava baciando un uomo”.

Il deputato del Partito Democratico, dunque, fa solamente gli altri tre nomi (oltre al suo) di parlamentari che hanno fatto coming out, raccontato un’altra vicenda parallela che vede come protagonista un ignoto “collega” del Carroccio visto in Grecia. Ma non sarà Zan a svelare la sua identità, come spiegato in risposta a chi (sui social) lo ha attaccato: “Non ho fatto nomi e non li farò. Ho voluto solo indicare l’ipocrisia, l’episodio è cartina di tornasole di questo”.

Alessandro Zan accusato di omofobia da Libero per la storia del leghista gay

Questo il punto di partenza che ha spinto Gianluca Veneziani su Libero all’attacco nei confronti di Alessandro Zan. I toni sono quelli classici, di Feltriana memoria, decontestualizzando quella frase e definendo “omofobo” il paladino della lotta contro l’omotransfobia.

Il paradosso è evidente. Alessandro Zan, infatti, ha solamente voluto etichettare lo scarso coraggio di questo deputato della Lega che – per posizione di partito – non vivrebbe alla luce del sole la propria vita e il proprio orientamento sessuale. Inoltre, pur non facendo nomi, il parlamentare del Carroccio è stato uno di quegli esponenti in prima linea – con tanto di cartelli mostrati durante le sedute a Montecitorio – contro il suo disegno di legge. Si parla di incoerenza e non si può certamente etichettare il deputato del Partito Democratico come “omofobo”. Ma Libero, già nel recente passato, era riuscito a definire Zan un “censuratore“.

(foto: da Instagram)