Fact checking

I free-vax scoprono che la democrazia non fa per loro (perché sono troppo pochi)

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La decisione della Corte Costituzionale, che ieri ha respinto il ricorso del Veneto contro la legge sulle vaccinazioni obbligatorie, sta già mandando in pezzi il fronte free-vax. Quale sarà la prossima mossa per evitare i vaccini? La maggioranza dei genitori vuole solo prendere tempo, evitare le vaccinazioni per il più a lungo possibile. A questi genitori non interessa nulla delle battaglie collettive, questo perché fondamentalmente chi rifiuta le vaccinazioni (una volta si chiamavano no-vax) lo fa per uno suo tornaconto personale, ben sapendo che ci penserà qualcun altro a tenere lontane le malattie infettive dai propri bambini.

Bartolomeo Pepe contro gli avvocati e i ricorsi

Inutile negare però che ci siano anche coloro, e sono quelli più “rumorosi” e visibili, che ritengono di stare combattendo la buona battaglia per la libertà vaccinale e soprattutto per affrancare il popolo dalla schiavitù nei confronti delle case farmaceutiche. Cosa fare ora? Marcello Stanca – il sempre euforico avvocato di molte associazioni “per la libertà di scelta” – ritiene che la decisione della Corte abbia spianato la strada verso Strasburgo. Lo Stato e i sostenitori dei vaccini avranno anche vinto la prima partita del “derby” ma ora quella decisiva si gioca alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.
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A Strasburgo quindi, a trovare fuori dall’Italia quella giustizia che i free vax e i no-vax ritengono sia stata loro negata in patria. Ma non solo: Stanca oggi scrive che i cittadini possono chiedere alla Corte Costituzionale di esprimersi su principi non esaminati. La stessa Corte che ieri molti free vax accusavano di essere corrotta e venduta a Big Pharma? Esattamente. Insomma c’è ampio spazio di manovra per poter dare lavoro agli avvocati delle associazioni ancora per qualche tempo, sia in sede europea che in Italia. È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo no?
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Per fortuna che c’è qualcuno che è con i piedi ben piantati per terra e non si fa fregare dalle solite favolette. Quel qualcuno è Bartolomeo Pepe e oltre a dire che “se gli avvocati erano gente in gamba non stavamo qui” a chi tifa “Strasburgo” ha un’idea geniale.

La democrazia non è ancora pronta per un referendum sui vaccini

Il Senatore Bartolomeo Pepe, da sempre scettico sull’utilità dei vaccini e grande organizzatore di convegni di medici no-vax e proiezioni di Vaxxed, ritiene che ostinarsi a cercare di ottenere giustizia nelle aule dei tribunali sia sbagliato. Pepe lo ha scritto chiaramente avvisando “tutti gli azzeccagarbugli” di non rompere “con azioni legali tipo la Corte Europea dei diritti dell’uomo”. La soluzione per il senatore ex-5 Stelle è chiara: serve un referendum. Pepe ieri era davvero innervosito e ha passato tutta la serata a bannare chi lo criticava per la sua scelta di appoggiare un referendum.
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In attesa quindi di mandare a casa il governo illegittimo (o dopo averlo fatto, non è chiaro) l’ideona è quella di indire una consultazione popolare sui vaccini. In teoria nulla vieta di farlo, e chissà come mai fino ad ora nessuna grande associazione free vax ha pensato di iniziare una raccolta firme. La risposta in realtà molto semplice, e ce la danno direttamente gli amministratori del gruppo Facebook di Corvelva che sono intervenuti da Pepe. Scrive ad esempio Mattia Marchi, referente di Corvelva e tra le menti della straordinaria campagna di fake news dell’associazione veneta, che raggiungere il quorum e la maggioranza dei voti sarebbe impossibile.

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Il referendum è ancora acerbo

La questione è semplice: o la democrazia non funziona oppure i free vax non sono così tanti da poter vincere. Ma per gli antivaccinisti la questione si riduce al “abbiamo tutti contro”, ammettere di essere una rumorosa minoranza, destinata a essere sconfitta in una consultazione democratica, evidentemente richiederebbe troppa onestà intellettuale.
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Non siamo un partito non siamo una casta, siamo un’epidemia punto e basta

Pepe però ha in mano dei numero diversi, sostiene che i free vax (contando anche no vax, nonni, zii, cugini e parenti) siano circa il 40% dei votanti. È praticamente fatta. Ma l’amministratrice del gruppo Facebook “Danneggiati da Stress Politico” ritiene invece che le cose stiano diversamente perché i sostenitori della libertà di scelta siano circa il 10% della popolazione (ovvero sei milioni di persone). Non è chiaro quale sia invece la percentuale degli aventi diritto al voto. Nemmeno lei ci dice dove ha tirato fuori i numeri, ma è chiaro che “il Referendum è un suicidio”. Pepe non la prende bene.
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Il Popolo non è ancora pronto per il Referendum

Ci sarebbe anche la questione della raccolta firme: per un referendum abrogativo ne servono almeno 500mila, nessuno però sembra essere intenzionato a fare banchetti per la raccolta delle sottoscrizioni. Che i free vax abbiano paura di uscire di casa e ammalarsi? Qualcuno qualche tempo fa ha addirittura ipotizzato che la raccolta firma si potesse fare direttamente online.
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Ho fatto 30%, lascio?

Ovviamente la legge non lo prevede ma questi sono solo dettagli. C’è anche il rischio – da non sottovalutare – che scoprire di essere meno del 10% della popolazione possa essere causa di ulteriore stress. Meglio evitare.

«Un Referendum? Col cavolo che lascio decidere al Popolo»

La cosa più divertente è che i free vax – che generalmente sostengono che il Popolo (e le mamme) hanno sempre ragione – quando c’è da discutere dell’unico strumento di democrazia diretta che “dà il potere al Popolo” ritengono non sia cosa. Il motivo? Le mamme e i papà informati non vogliono permettere di “esprimere opinione a delle capre ignoranti sulla dignità del mio corpo e dei miei figli”. Col cavolo!
 
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Esercitare da democrazia va bene giusto se si va in piazza “a fare la rivoluzione” e si è tutti d’accordo. Se c’è la minima possibilità di perdere allora tanto vale portarsi a casa il pallone. Qualcuno dovrebbe studiarsi la Costituzione, magari leggendo bene il testo dell’articolo 1, prima di commentare le sentenze della Corte Costituzionale e parlare di incostituzionalità.
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Anche perché, spiega qualcuno al senatore, c’è da tenere conto di cosa voteranno “i genitori dei polivaccinati”. Già, perché in democrazia funziona che il voto di un novax o un freevax informato vale quanto quello di un genitore che ha “ubbidito” alla legge. Meglio quindi concentrarsi su altre forme di lotta: disobbedienza fiscale, rivoluzione attiva e seria (sic) oppure una bella Marcia su Roma, ma senza bambini questa volta.

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Marcia su Roma, ma senza bambini

Ah se solo funzionasse come nella ricerca scientifica, dove per sostenere certe tesi antivacciniste basta tirare fuori una ricerca screditata da tutta la comunità scientifica per affermare che i vaccini sono pericolosissimi e causano l’autismo. Un momento: nemmeno lì funziona così.