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Così la Lega di Salvini sta per perdere la maggioranza in Molise

Il partito caccia due consigliere che avevano chiesto le dimissioni di un assessore. E adesso la maggioranza in consiglio traballa. L’ago della bilancia è all’opposizione

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Si chiamano Filomena Calenda e Aida Romagnuolo, sono due consigliere regionali elette con la Lega in Molise e ieri sono state espulse dal partito per aver chiesto ripetutamente la testa dell’assessore alla famiglia e al lavoro Luigi Mazzuto. Romagnuolo e Calenda la scorsa settimana, durante una conferenza stampa, avevano chiesto le dimissioni dell’assessore regionale “esterno” (nel senso di non eletto in consiglio) Luigi Mazzuto, coordinatore regionale della Lega in Molise.

Così la Lega di Salvini sta per perdere la maggioranza in Molise

La storia però è molto misteriosa. In primo luogo perché Mazzuto è diventato assessore quasi un anno fa, ma le consigliere, che prima si scattavano tranquillamente foto con lui, gli sono diventate improvvisamente ostili soltanto negli ultimi quindici giorni. L’altroieri una mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico (due consiglieri), sottoscritta dal MoVimento 5 Stelle (sei consiglieri) e votata anche dalle due consigliere (10 voti su 20 consiglieri) è stata bocciata. In Aula è mancato Massimiliano Scarabeo, eletto con Forza Italia ma iscritto al gruppo misto (e quindi fuori dalla maggioranza), che avrebbe potuto dare l’ok alla sfiducia e chiudere la partita di Mazzuto.

Ieri sera è arrivata la punizione. “Le consigliere Romagnuolo e Calenda non fanno più parte della Lega”, ha annunciato Alessandro Panza per conto della segreteria federale del partito. La decisione, aggiunge Panza, “è l’inevitabile conseguenza di quanto fatto e dichiarato dalle due consigliere negli ultimi giorni”. Attenzione, però: la decisione del partito in Molise è stata ufficialmente benedetta da Roma, ovvero da Matteo Salvini, che si è nettamente schierato con Mazzuto e contro le due consigliere.

Calenda e Romagnuolo: le due consigliere che fanno tremare la Lega in Molise

Ieri in Consiglio Romagnuolo ha criticato il governatore Donato Toma, che ha vinto le elezioni nell’aprile scorso, perché avrebbe mancato la promessa di assegnare deleghe ai consiglieri regionali, e poi ha attaccato Mazzuto perché “non ha espresso il candidato sindaco per Campobasso e Termoli, dove la lega è primo partito” mentre la Calenda ha affermato che Mazzuto ha organizzato “riunioni carbonare”: “circa 3mila molisani hanno scritto il nostro nome e cognome sulla scheda elettorale. Quanti voti ha preso Mazzuto? Zero, non si è candidato”. Dunque, “se ricopre quel posto in giunta è anche grazie a noi”. Infine, c’è l’accusa di non aver trovato una soluzione per le vertenze ex Gam, ex Ittierre, ex Zuccherificio, in crisi aziendale.

«1230 preferenze, eletta dal POPOLO, non nominata dal partito , lavoro a testa china per i molisani e lo farò fino alla fine del mio mandato. Ho sfiduciato l’Assessore Mazzuto e lo rifarei senza paura, non rappresenta i molisani perché non eletto dal Popolo. Grazie per tutto l’ affetto che mi state dimostrando.posso parlare anche senza simbolo!!!», ha aggiunto Romagnuolo su Facebook nei giorni scorsi. “Come assessore esterno, Mazzuto grava sulle tasche dei cittadini molisani per circa 150 mila euro all’anno. Ovvero 750 mila euro per l’intera legislatura. Ma così non sarà e presto dovrà andare a casa. Una spesa enorme inaccettabile per i tanti disoccupati molisani e, un’offesa per i tanti giovani che lasciano il Molise per andare all’estero”, ha detto Calenda sempre sul social network

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