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La "teribbile" rosicata dei tassisti per l'accordo tra l'A.S. Roma e Uber

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Uber diventa partner per la mobilità e l’innovazione dell’AS Roma e i tassisti romani scendono di nuovo sul piede di guerra contro gli autisti “illegali” della famosa app californiana. La Roma ha infatti siglato un accordo che consentirà agli spettatori delle partite giocate in casa di usufruire di uno sconto del 20% sul prezzo delle corse da e per lo stadio. Questo non significa che i tifosi della Roma saranno obbligati a usare una corsa Uber invece che prendere un taxi. Ma questo dettaglio sfugge ai tassisti che se la prendono direttamente con Pallotta, che non ha capito che “questa è Roma, non la California”.

«L’ultimo attentatore di New York era un autista Uber»

I tassisti – a Roma più che altrove – sono una vera e propria lobby, che crede di poter fare il bello e il cattivo tempo in città. Forti del sostegno del M5S e del successo delle proteste di febbraio che hanno costretto il governo a fare marcia indietro i tassisti si sono scagliati contro la Roma accusando la società sportiva di fare accordi con un servizio “illegale” come Uber. Per la verità Uber in Italia è legale, visto che il 24 maggio una sentenza del Tribunale di Roma ha sbloccato il servizio Uber Black. Rimangono invece bloccati UberX e UberPop.
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Di fatto quindi nel nostro paese il servizio Uber può essere condotto solo da autisti con licenza NCC (ai quali il M5S a Roma voleva fare un regalo aumentando il numero delle licenze). I sindacati puntano invece il dito contro il fatto che la Roma abbia stipulato «un accordo con una multinazionale che ha sede in paradisi fiscali e ha fatto del disprezzo delle regole il proprio agire quotidiano»
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Non è un caso che una nota diffusa dalle segreterie romane di Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ugl taxi e Federtaxi Cisal si appelli proprio all’assessore Linda Meleo e ai vigili urbani affinché mettano in campo «tutte le misure necessarie a contrastare qualsiasi forma di abuso, a partire dall’istituzione delle annunciate aree di carico non previste dalla legge per il servizio di noleggio, fino al controllo delle prenotazioni che implicano l’obbligo di partenza da apposita rimessa».
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Tra i commenti ci sono quelli che se la prendono con Pallotta consigliandoli di pensare a far vincere qualcosa alla squadra invece che stringere accordi commerciali con una multinazionale e cambiare lo stemma della società. Ma c’è anche chi ricorda che l’ultimo attentatore di New York “era un autista di Uber”. Perché non c’è niente di meglio che gettare fango su una categoria di lavoratori per spaventare clienti e creare allarmismo. Nessuno però ha vietato ai tassisti e alle varie cooperative di taxi di stipulare un accordo con la Roma. Perché non è stato fatto?

«Il prezzo delle corse aumentà del 300%»

Dall’altra parte ci sono i tanti tifosi della Roma che si divertono a guardare i tassisti “rosicare” e ricordano ai tassinari che nemmeno loro sono degli stinchi di santo. Una delle critiche principali è quella sulla disonestà dei tassisti. Non bisogna ovviamente generalizzare però sono in molti a far notare come spesso i tassisti, se caricano a bordo un turista o una passeggero che non è di Roma, scelgano di fare un percorso “panoramico” per allungare la corsa e far fare qualche scatto in più al tassametro. Con Uber il cliente invece sa già prima – al momento della prenotazione – quale sarà il prezzo stimato della corsa. Loreno Bittarelli Presidente URI – Unione Radiotaxi Italiani e della cooperativa romana 3570 invece parla di accordo boomerang. Il rischio secondo Bittarelli è che il prezzo delle corse di Uber possa aumentare “del 300%” durante le partite della Roma a causa dell’elevato numero di richieste.
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«La politica di Uber – spiega il Presidente di URI –  è sempre stata quella di stabilire prezzi variabili a seconda dell’entità della domanda e della disponibilità di mezzi del momento». Il risultato è che «ai tifosi del calcio sarà proposto un uno sconto del 20%, ma su corse probabilmente incrementate del 300% o più». Non è chiaro come faccia Bittarelli a fare questo calcolo, né su quali dati fondi il suo ragionamento. Lo sconto del 20% potrebbe benissimo essere stato pensato per compensare l’aumento dei prezzi delle corse nei momenti di picco di uscita dallo stadio. Del resto Uber a differenza dei tassisti sa esattamente di quanto aumentano le tariffe delle corse in certe situazioni. In questo modo il cliente di Uber non pagherà di meno ma non sarà costretto a pagare di più a causa del famigerato algoritmo della app. E potrà sempre vedere prima di salire a bordo quanto gli verrà a costare ed eventualmente scegliere di non usare Uber. Visto che “evitare le fregature” sembra essere la preoccupazione principale dei clienti di Uber ed un fattore determinante per decidere di usare la app invece che i taxi perché i tassisti non mettono a punto un servizio simile?