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La guerra tra Giente Honesta e Sinistra, ca..ate e libertà

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Ieri ha fatto irruzione in campagna elettorale un tema che nessuno si sarebbe aspettato: l’onorevole Giorgia Meloni e Fabio Roscani di Fratelli d’Italia hanno parlato in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati di Sinistra, Cazzate e Libertà, una pagina fan che fa satira sulla sinistra che Facebook ha chiuso in più occasioni.

La guerra tra Giente Honesta e Sinistra, cazzate e libertà

La pagina aveva 133mila like e, racconta Daniele Bellodi, uno degli admin, al Giornale, Facebook non ha fornito una motivazione per la chiusura. «Probabilmente la satira non si può fare se non è di sinistra», ha invece detto Roscani durante la conferenza stampa spiegando così a suo modo come sono andate le cose e parlando di gruppi di segnalatori che hanno “costretto” Facebook a cancellarla. Secondo i gestori, quindi, Sinistra, Cazzate e Libertà sarebbe stata vittima di una serie di segnalazioni di abuso organizzate. Un po’ come quella, a colpi di recensioni, lanciata ai danni di Unicef qualche tempo fa da molti, tra cui proprio Sinistra, Cazzate e Libertà.

Ora, Facebook ha sempre sostenuto che non è il numero di segnalazioni che porta il social network blu alla decisione di sanzionare una pagina o un utente. In questo caso però la guerra sarebbe stata scatenata, secondo SCL, da un altro gruppo/pagina, quello di Giente Honesta, collegato a “Generatore di immagine gentiste di bassa qualità”, una pagina di satira sulla gggente che è stata di recente cancellata anch’essa da Facebook (e riaperta).

Internet, serious business

Tra i due gruppi è quindi in atto da tempo una guerra di segnalazioni incrociate, fatta di rivalità “politica” e ideologica. Proprio la cancellazione della pagina di SCL (che comunque sembra ancora ritrovabile attraverso la ricerca su Facebook) ha fatto partire la guerra, perché qualcuno sulla pagina ha raccontato di una segnalazione andata a buon fine esultando.
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In effetti nel gruppo si trova proprio la segnalazione di un utente contro Sinistra, Cazzate e Libertà per incitamento all’odio, con risposta di Facebook: “Abbiamo rimosso il profilo di SCL da Facebook”. Ovviamente questo non ha fatto che gettare benzina sul fuoco della rivalità, ulteriormente rintuzzata da altri post come questo, in cui si ricorda la vicenda dell’UNICEF e si dice che il ban è stato meritato.
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Il comunicato di GH e la pace nel mondo

Tutto questo ovviamente mentre dall’altra parte fioccano le accuse di “censura” che si scaglia “contro chi non è politicamente né schierato a favore del finto buonismo” (e in effetti c’è chi tira fuori anche meme su Charlie). Quello che però sfugge a ognuno dei contendenti è che è Facebook che, appunto, decide di chiudere o mantenere aperte pagine e gruppi sul social network in base a regole di moderazione che molto spesso sono curiose (e a volte equivocano persino il significato dei contenuti che censurano).
L’ultimo atto di questa guerra è il comunicato della pagina (riaperta) Generatore di immagini gentiste di bassa qualità:
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1) Facebook è un’azienda PRIVATA. Questo vuol dire che se uno o più utenti decidono di segnalare a Facebook un contenuto o una pagina, e la segnalazione va a buon fine dato che i contenuti segnalati violano le norme del sito, Facebook ha tutta la libertà e la facoltà di agire nel rispetto del suo stesso regolamento, essendo come già detto un’azienda privata che, per questo motivo, NON dipende dalla politica italiana e dalle sue dinamiche. Qui si passa al secondo punto.
2) Facebook NON agisce nei termini di alcun “regime” di natura ideologica. Facebook è, come già detto, un’azienda privata e un sito di portata globale con le sue linee guida indipendenti dalla politica italiana, dal parlamento, dal governo, dai partiti e dalla stampa. Facebook semplicemente valuta sulla base delle segnalazioni che riceve quali contenuti violano il proprio regolamento e quali no, e in base a questo agisce senza guardare troppo in faccia all’orientamento politico di chi pubblica sulla piattaforma. Volete una prova? La stessa nostra pagina, il Generatore (difficilmente collocabile nello spettro ideologico della “destra vera destra”), ha ricevuto diverse segnalazioni e ad un certo punto ha persino chiuso, proprio come è accaduto a SCL. Nessuno di noi però ha lamentato censure o minacce alla libertà di espressione. E qui veniamo al terzo punto.
3) Censura? Mancanza di libertà di espressione? Certamente NO. Quando si parla di censura e di non libertà di espressione si fa riferimento ad un potere politico, per di più di natura coercitiva, che non lascia trapelare opinioni diverse da quelle accettate dal regime politico in questione: regime che tra l’altro non sussiste, essendo noi in una democrazia, con i suoi innegabili problemi, ma pur sempre una democrazia, in cui opinioni diverse tra loro sono tollerate (quella che voi definite “dittatura culturale della sinistra” o altre amenità simili sono in realtà forme di mancanza di rispetto da parte spesso di semplici leoni da tastiera su internet). Ma qui, come già detto, non abbiamo un potere politico che censura, ma un’azienda sotto forma di sito internet che detta ai suoi utenti le linee guida per pubblicare. Sta poi agli utenti (pagine comprese) attenersi a queste linee guida per evitare blocchi o chiusure. Certo, si può sbagliare nel pubblicare (come già detto anche noi lo abbiamo fatto più volte in passato), ma non ha senso lamentarsi buttando in mezzo discorsi relativi alla politica, alla censura e all’esprimersi liberamente: se si pubblica qualcosa che viola il regolamento si devono accettare le eventuali conseguenze. Discorso diverso e legittimo si può fare riguardo il criticare le linee guida e le modalità di segnalazione e di gestione del sito, ma sempre con la consapevolezza che solo Facebook ha l’ultima parola in merito.
4) SCL è una pagina FB e NON una testata giornalistica. Una pagina come SCL (ma anche come il Generatore, beninteso) non rappresenta un partito o un’ideologia come potrebbe fare un organo di stampa, né certamente è l’unica “istituzione” politicamente allineata a destra a fare satira: quello che fa è semplicemente esprimere le proprie idee e creare conseguentemente memes su Facebook. Di nuovo, però: se sei su FB ne devi accettare le regole, e se non lo fai puoi persino essere bannato, a prescindere da quale ideologia porti avanti. La libertà di espressione di ciascuno, per quanto ovviamente sacrosanta, non deve diventare in nessun modo un alibi per violare le linee guida della piattaforma che ci ospita. E questo vale per tutti, anche per noi chiaramente.
Se siete stati bloccati avete evidentemente sbagliato. Accettatelo senza fare le vittime o i martiri che non siete e andate avanti per la vostra strada riconoscendo magari di aver commesso degli errori e evitando di ricaderci. Bentornati su Facebook cari, e stateci. In tutti i sensi. #StateciSCL

Tutto qui per stasera. Domani è un altro giorno per Facebook e per la pace nel mondo.