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Il “sistema Bibbiano” si sta sgonfiando come un pallone bucato?

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E adesso parlateci di Bibbiano. Perché dopo mesi di martellante e incessante propaganda sui bambini rubati di Bibbiano improvvisamente non se ne parla più. Le intercettazioni sono state pubblicate e fatte ascoltare. I passaggi dell’ordinanza sono stati letti e recitati. La bambina “di Bibbiano” è stata mostrata sul palco di Pontida e una senatrice ha esibito in Aula la maglietta con il tormentone dell’estate: parliamo di Bibbiano.

Quando su Bibbiano si parlava a sproposito

Eppure di Bibbiano non c’era molto da dire. Al di là delle carte dei magistrati, abilmente dissezionate e date in pasto al pubblico, cosa possono raccontare i giornali? Della famiglia che ha potuto riabbracciare la figlia? Ebbene, non è di Bibbiano e il suo caso non riguarda l’indagine sugli affidamenti dei comuni della Val d’Enza. Si sarebbe potuto parlare dei numeri reali degli affidi, si è preferito parlare di un “sistema” senza delinearne i contorni.

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Perché l’inchiesta “Angeli e Demoni” riguarda una decina di casi in tutto. E gli altri? Davvero sono sufficienti per parlare di “sistema”? Anche ammettendo l’ipotesi – che al momento è solo tale visto che non è stato celebrato alcun processo nelle aule di giustizia ma solo nei talk show – che siano stati commessi errori, a volte molto gravi, di valutazione delle condizioni psicologiche dei minori davvero esiste un sistema i cui “tentacoli” (come li chiamavano le Iene qualche giorno fa) arrivano ovunque? Perché stando ai giudici del tribunale dei Minori di Bologna su cento fascicoli presi in esame in seguito a segnalazioni dei servizi sociali della Val d’Enza il Tribunale ha disposto l’allontanamento dei minori dalla famiglia solo in 15 casi. Di questi solo in 7 casi i genitori hanno fatto ricorso in Appello, dove la decisione è stata confermata. C’è poco da festeggiare, perché significa che in quei 15 casi i minori non potevano essere lasciati nella loro famiglia d’origine.

Tutti quelli che non parlano più di Bibbiano

In attesa dell’inizio del processo su Bibbiano che cosa rimane da dire? Nulla. Perché la politica e certo giornalismo hanno già utilizzato tutto quello che era possibile utilizzare delle risultanze dell’inchiesta. E improvvisamente di Bibbiano non si parla più. Il MoVimento 5 Stelle non se la prende più con il partito di Bibbiano, perché ora sono al governo assieme e quindi non è cosa da fare. Non ne parla più Lucia Borgonzoni, impegnata in questi giorni a discutere di tortellini al pollo, di cimice asiatica, di Carola Rackete o di ius culturae. Il tema non è più all’attenzione delle forze politiche.

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Non ne parla più nemmeno Matteo Salvini, che a Bibbiano c’era andato quest’estate a portare la sua solidarietà e che al raduno della Lega si era presentato come paladino delle famiglie dei bambini “rubati”. Ma questa non è una novità: Salvini in questi giorni sta letteralmente parlando del nulla. Ed è impegnato per la campagna elettorale in Umbria. Forse dovremo aspettare l’anno prossimo, quando in Emilia-Romagna si tornerà al voto per le regionali. Allora sì che l’argomento tornerà di gran moda. Certo sorprende un po’ che tutti quelli che accusavano i giornali di non parlare abbastanza di Bibbiano per nascondere le responsabilità del PD oggi se ne stiano zitti. Ci rendiamo perfettamente conto che parlare “di Bibbiano” per costoro sia faticoso (per le persone coinvolte invece è molto doloroso). Soprattutto quando non è più utile per raccogliere consensi.

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Qualcuno che ne parla ovviamente c’è ancora. Ad esempio l’ex sostenitore leghista ora simpatizzante di Vox Italia che ci spiega che il silenzio calato su Bibbbiano è frutto dell’accordo PD-M5S che ha portato a silenziare argomenti scomodi come banca Etruria, MPS, la famiglia Renzi (se ne è parlato giusto due giorni fa) o l’accusa di stupro nei confronti del figlio di Grillo. Non si capisce però come mai tutti i giornali (e sono molti) che non sono schierati a favore del governo gialloverde allora abbiano smesso di parlare di Bibbiano. Oppure come mai la Lega non ne parli più. In teoria per loro l’eventuale accordo tra Di Maio e Zingaretti non dovrebbe avere alcun valore. Eppure nemmeno loro ne parlano. Non sarà mica perché su Bibbiano tutto quello che c’era da dire è stato detto subito e poi siamo stati costretti ad ascoltare dettagliatissime repliche degli “orrori” della Val d’Enza che nessuno ha ancora la certezza che siano tali?

 

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