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Per Di Maio il PD è ancora il partito di Bibbiano

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Per Luigi Di Maio il PD è ancora il partito di Bibbiano. Ieri da Massimo Giletti a Non è L’Arena il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle non ha voluto rispondere alla domanda su Bibbiano del conduttore, che aveva preso spunto da Matteo Renzi, il quale aveva detto che si aspettava le scuse per l’ormai famosa definizione.

Per Di Maio il PD è ancora il partito di Bibbiano

Di Maio però non arretra di un centimetro e non chiede scusa: “Se vogliamo entrare in questo meccanismo, quello che ci siamo detti l’uno contro l’altro nel passato… questo è un governo che ha promesso di fare cose, tra di noi non è cambiato il pensiero, quello che penso io di loro e loro di me non è cambiato. Le querele? Sono sempre in piedi. Ci sono delle prove di fiducia, se si passano migliorerà anche il rapporto tra di noi”.

Qualche settimana fa invece Manlio Di Stefano, attuale viceministro degli Esteri del Conte Bis, aveva cominciato a rimangiarselo: «il racconto che viene fatto sulle banche e su Bibbiano ha una parte di verità e una parte di leggenda», aveva detto a Cartabianca su Raitre. Negli ultimi tre minuti dell’intervista di ieri a Giletti invece Di Maio ha ribadito il concetto:

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