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Il pasticcio di Christian Solinas che danneggia il turismo in Sardegna

Al grido di “prima i sardi” la Sardegna del leghista Christian Solinas non ha ancora risolto il nodo delle tariffe per la continuità territoriale. La proposta di una tariffa unica per residenti e non sarà probabilmente bocciata dall’Unione Europea così come una nuova richiesta di proroga dello schema tariffario vigente. Risultato: in mancanza di certezze gli operatori turistici potrebbero preferire altre mete

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Uno dei primi atti del presidente della Sardegna Christian Solinas fu quello di sospendere il bando per la continuità territoriale aerea che sarebbe dovuto partire il 17 aprile 2019. Da allora i vettori e le compagnie aeree operano in regime di proroga del bando del 2013, fino al 16 aprile. Una delle tante proroghe della giunta di centrodestra. Il problema è che anche quella proroga finirà e a quel punto gli operatori non potranno più utilizzare i precedenti contratti ma si tornerà al regime di libero mercato.

Il pasticcio di Christian Solinas sulla continuità territoriale aerea

«Stiamo arrivando al dunque, con la Ue ci sono interlocuzioni giornaliere e stiamo definendo i dettagli. Spero a breve di poter spiegare il nuovo bando della continuità territoriale, che consentirà ai sardi di usufruire del diritto alla mobilità», ha dichiarato qualche giorno fa l’assessore regionale ai trasporti Giorgio Todde (che non era stato ancora nominato quando Solinas annullò il bando della giunta precedente). Ma il tempo stringe e soprattutto il nuovo modello di continuità territoriale proposto a marzo 2019 dalla giunta Solinas – tariffa unica per residenti e turisti e nuova continuità con gli scali minori –  non ha ancora ottenuto il via libera dall’Unione Europea. La UE non si è ancora espressa nemmeno sul “piano B” che prevede un sistema di doppia tariffazione

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Se l’Unione Europea non concederà la proroga, come sembra essere intenzionata a fare, dal 15 aprile non ci sarà più la possibilità di acquistare i biglietti aerei. Lo stesso assessore Todde ha detto che è impossibile varare il nuovo piano per la continuità territoriale entro quella data, anche se Solinas aveva promesso di ridefinire il sistema della continuità territoriale aerea entro un anno. Servono però almeno sei mesi per la pubblicazione del bando prima di assegnare le rotte, e la matematica ci dice che da qui ad aprile ci sono meno di sei mesi. E non è sufficiente ottenere il via libera dall’Unione Europea – che non vede di buon occhio l’idea di una tariffa unica per tutti –  perché per le compagnie aeree la fine della continuità territoriale potrebbe significare un aumento dei guadagni e quindi serve trovare un accordo anche loro.

Prima i sardi, ma senza continuità territoriale

È tutta una questione di tempo: la proroga scade ad aprile, da quel momento in poi i vettori potranno applicare le tariffe che preferiscono. E di lì a pochi mesi inizierà la stagione turistica estiva, con un grande afflusso di passeggeri che arriveranno in Sardegna per le vacanze. A complicare le cose il fatto che per Alitalia, che già non se la passa benissimo di suo, la proroga potrebbe significare continuare a perdere soldi visto che la compagnia di bandiera, così come Air Italy, opera sugli scali sardi senza compensazioni economiche ma solo con gli oneri di servizio. A soffrirne sarà anche il settore turistico dell’isola. In mancanza di rotte e tratte aeree secondo Confindustria e Federalberghi «la Sardegna rischia di “chiudere”»  dal 16 aprile 2020 perché «chi vuol programmare una vacanza dopo quella data non può farlo: per i ponti del 25 aprile e del primo maggio, quando tantissime strutture ricettive riaprono, potrebbero rimanere vuote. È un danno enorme per l’intero comparto dell’accoglienza: non potranno arrivare in Sardegna i vacanzieri italiani e stranieri (questi ultimi abituati a programmare con grande anticipo le proprie ferie, tra gennaio e febbraio), e chi sceglie l’isola per organizzare grandi eventi anche fuori stagione».

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L’assessore Todde con il Presidente Solinas al raduno di Pontida

Detta semplicemente: con la fine della proroga alla continuità territoriale i prezzi non saranno più legati allo schema di convenzione della Regione e potranno essere aumentati a piacimento. In mancanza di certezza sulla continuità territoriale e sull’eventuale tariffa unica alcuni operatori turistici potrebbero trovare poco conveniente proporre pacchetti per la Sardegna e preferire mete più “economiche”. E non servirà nemmeno aspettare l’estate per vederne gli effetti. Il centrosinistra di Cagliari ricorda che la città ospiterà dal 23 al 26 aprile le World Series dell’America’s Cup e che nello stesso periodo ci saranno anche i festeggiamenti della Settimana Santa e della festa di Sant’Efisio, una ricorrenza particolarmente sentita anche dai sardi emigrati nel continente. I quali però per tornare a casa non potranno usufruire delle tariffe agevolate. Ma per fortuna che per la Lega ci sono prima i sardi.

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