Cultura e scienze

I rischi della guerra alla cimice asiatica (con la vespa samurai)

La maggioranza di quelli che per anni hanno sottovalutato il problema Xylella preme sull’acceleratore per l’introduzione di una specie alloctona per tenere a bada le cimici marmorate, cosa potrà mai andare storto?

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Mercoledì 12 giugno il Senato ha approvato un ordine del giorno e a firma dei senatori M5S Abate, Agostinelli, Fattori e Naturale che impegna il Governo «a valutare l’opportunità di una specifica azione di monitoraggio con cadenza annuale al fine di garantire una periodica informazione circa le condizioni di inserimento della cosiddetta “vespa samurai“» in riferimento nel rispetto dei vincoli  all’azione di contrasto alla cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys).

Cosa chiede il Senato al Governo

La 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) aveva già approvato il 16 aprile scorso un documento nel quale impegnava il governo «ad accelerare quanto piùpossibile le altre fasi dell’iter autorizzatorio, anche in considerazione dell’ampia sperimentazione già condotta sulla «vespa samurai», in modo da consentire l’azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019». Il tema è quello dell’invasione delle cimici asiatiche, delle quali ormai da qualche anno tutti abbiamo imparato a fare conoscenza anche in città. Fastidiosa ma innocua per l’uomo la cimice marmorata può essere un vero flagello per le culture e i frutteti. Le due caratteristiche “vincenti” della cimice asiatica sono l’estrema prolificità e l’assenza di predatori naturali.

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Ed è proprio a questo punto che entra in gioco la vespa samurai (Trissolcus japonicus) che proprio in Asia è l’antagonista naturale delle cimici. Ad ottobre il ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gian Marco Centinaio (Lega) aveva annunciato di aver intenzione di introdurre la samurai wasp per combattere questi fastidiosi invasori. In quanto parassitoide delle uova di cimice marmorata la vespa (che è di piccole dimensioni) depone le sue uova all’interno di quelle della cimice, bloccando lo sviluppo e impedendone così la proliferazione.

Le incognite dell’uso della vespa samurai come antagonista biologico

Il problema è che non è chiaro cosa potrà succedere una volta introdotta questa nuova specie aliena all’interno dell’ecosistema. Il rischio è che la vespa samurai vada ad aggredire specie autoctone non dannose, di fatto peggiorando il problema. C’è poi una questione di non secondaria importanza: il divieto di introduzione nel territorio dell’Unione Europea di specie non autoctone contenuto nella Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992) recepita dal nostro Paese. C’è la possibilità di derogare al divieto ma sulla base sia di studi che evidenzino l’assenza di effetti negativi sull’ambiente dopo aver avviato un iter apposito presso il Ministero dell’Ambiente.

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Uova di cimice marmorata appena schiuse

Curiosamente nel dibattito a Palazzo Madama è emerso come il Parlamento voglia evitare quanto successo con l’epidemia di Xylella (più volte richiamata negli interventi dei senatori), ovvero di intervenire quando è ormai troppo tardi. Va segnalato che la maggioranza che ha approvato la risoluzione è composta da esponenti di quei partiti che in questi anni hanno lottato (e in alcuni casi ancora lottano) contro l’eradicamento degli ulivi o che negano un nesso causale tra infestazione da Xylella e Complesso del disseccamento rapido dell’olivo. Durante il suo intervento in Aula la senatrice Abate (M5S) ha chiesto al Governo di «accelerare quanto più possibile le altre fasi dell’iter autorizzatorio, anche in considerazione dell’ampia sperimentazione già condotta sulla vespa samurai». In realtà negli Stati Uniti dove le cimici asiatiche sono arrivate durante gli anni Novanta Il Dipartimento dell’agricoltura (USDA) ha iniziato a partire dal 2015 alcune sperimentazioni per valutare la reale capacità della vespa samurai di limitare la diffusione delle cimici. Ad ogni modo l’ecosistema nord americano non è assimilabile a quello italiano o europeo. La sperimentazione italiana è invece iniziata solo nel 2018 e in condizioni di laboratorio (quindi protette).

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Il ciclo vitale della vespa samurai [Fonte]
Non è nemmeno scontato che una specie esotica possa poi essere utile. Ci sono decine di esempi riguardanti l’introduzione di specie antagoniste per contrastare la diffusione di una specie “infestante”. E in molti casi a farne le spese sono state le specie autoctone a farne le spese. In altri casi le specie alloctone sono diventate a loro volta infestanti e impossibili da eradicare. Ad esempio è la situazione dell’introduzione della cozza zebrata che è stata introdotta in alcuni specchi d’acqua italiani perché doveva essere utilizzata come “filtro” eco-sostenibile per ripulire dall’inquinamento laghi e depuratori. Risultato: si è scoperto che la cozza originaria del Mar Caspio ha una incredibile capacità di incrostare ogni sorta di superficie sommersa, intasando tubi e di occludendo griglie e di conseguenza provocando danni economici (qualcuno dovrà disincrostare).

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