Fact checking

Le reazioni avverse di Renzi e Grillo ai vaccini del NYT

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Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno scelto il tema della prossima campagna elettorale: i vaccini. Le accuse del New York Times di aver contribuito a diffondere il morbillo sono piombate sulla politica italiana scatenando due reazioni avverse ben precise. Quella del Padrone Assoluto del M5S che in un pezzo scritto per il Fatto Quotidiano cerca di buttarla in caciara non entrando mai nelle questioni sollevate dal giornale americano; e quella del segretario del Partito Democratico che dice che il tema dei vaccini sarà “la Banca Etruria del M5S”.

La lettera di Beppe Grillo al Fatto sui vaccini

Grillo scrive una lettera al Fatto firmata “Beppe Grillo e il suo neurologo” nella quale chiede di metterlo insieme a Kim il Coreano, mette nel mucchio le agenzie di rating e la finanza creativa in un’unica grande caciara allo scopo, riuscito, di confondere le acque e non replicare nel merito:

Mi trovo addossata la responsabilità del morbillo. Così, un mercoledì mattina, il mio nome brilla minaccioso sullo schermo insieme a quello di altri populisti. Rappresentati oramai come una macchia nera che sta conquistando il mondo: non ci fermiamo davanti a nulla, a costo di infettarlo, il mondo. In effetti l’argomento “malattie infettive”si presta bene al vostro intento, ma è davvero poco originale.
Un articolo arcaico del New York Times, “Populism, Politics and Measles”che esprime un compulsivo gioco al ribasso da parte dell’establishment, alle prese con fallimenti stellari di ogni sua politica, previsione e ammissione di responsabilità.

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Eppure i veri derivati siete voi, restate voi. Anche dopo avermi accostato a Trump, nonostante questa stonatura, mi ritroverete sempre lì, uguale a prima. Siete voi quelli che cambiano a seconda delle compagnie:la finanza creativa che ha atterrato l’inter o mondo occidentale continua a fare il bello e il cattivo tempo. Le agenzie di rating che davano la tripla A alla porcheria che sarebbe andata in fumo il giorno dopo sono ancora lì.
Questo è il senso di quello che chiamano establishment, ciò che voi rappresentate davvero: dei dolci cuoricini che accompagnano ancora la gente a Guantanamo, alla miseria, mentre giocano con i droni inventando cattivi ovunque.

Nelle parole di Beppe non c’è la minima ombra di autocritica, alla faccia di chi sosteneva che «l’anti-vaccinismo si era colpevolmente annidato dentro M5S (e questa colpa bisogna ammetterla, sempre “senza se e senza ma”)». Ma soprattutto è evidente l’intenzione di evitare il merito della questione: ovvero il fatto, inconfutabile, che per anni il MoVimento 5 Stelle e il suo Capo Politico hanno diffuso dubbi infondati sui vaccini e sulla classe medica agitando lo spauracchio di Big Pharma. E oggi che hanno cambiato idea pretendono di non fare i conti con il passato mentre addebitano agli avversari politici anche le tangenti prese durante le guerre puniche. In tutto ciò, l’unico raggio di sole è la meravigliosa vignetta di Natangelo sul Fatto:
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Renzi e i vaccini come Banca Etruria

In tutto ciò, la cantrice ufficiale del renzismo sul Corriere della Sera, ovvero Maria Teresa Meli, mette in bocca a Renzi le seguenti frasi: «Ragazzi — dice ai collaboratori il segretario del Partito democratico —, dobbiamo inchiodare i grillini sui vaccini. Questa deve essere la loro Banca Etruria. Non è possibile lasciar fare al Movimento Cinque Stelle disinformazione su un tema così delicato. Dobbiamo far fare ai grillini la figuraccia che si meritano. Devono tornare indietro e chiedere scusa».

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Il post di Beppe Grillo in risposta al NYT

La frase di Renzi, posto che l’abbia davvero pronunciata, più che mettere in difficoltà Grillo è la spia del fatto che il leader, alla faccia di tutto quello che ha detto pubblicamente, si è accorto che la gestione della questione delle quattro banche è stata una vera débâcle per il suo governo. Nell’articolo poi si spiega che il retweet di Sala e di Zingaretti delle parole del segretario su NYT e vaccini fa parte di una nuova strategia contro i grillini che avrà i vaccini come tema da campagna elettorale permanente:

Ora il terreno di gioco è cambiato e il Pd è unito: «Il nostro avversario è Grillo», spiega Renzi. Che nella campagna per il referendum costituzionale ha testato in prima persona la debolezza del Partito democratico sul web. Ed è da allora che ha deciso di ripartire alla conquista della rete: «Non lasceremo mai più lo spazio libero per le scorribande e le fake news di Grillo e dei suoi», è stato il suo grido di battaglia già prima che si concludessero le primarie. Ma per battere il Movimento Cinque Stelle sul suo terreno di gioco, secondo Renzi, bisogna lasciare da parte il «chiacchiericcio romano» e puntare sui «problemi reali della gente». Perciò la prima offensiva sul web è dedicata ai vaccini (e altre ce ne saranno sempre su questo tema).

Ad occhio non una grande scelta. Perché queste polemiche servono a polarizzare e rendere più decisi quelli già convinti, non certo a portare i voti dalla propria parte come spera Renzi. Non solo: questo tipo di campagne rischiano di portare confusione – e magari di avere effetti opposti a quelli che ci si è prefissati – proprio sulla questione delle vaccinazioni. Figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale.