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Beppe Grillo & Blockchain: fedeli alla linea del MoVimento grazie a un algoritmo

@Giovanni Drogo|

beppe grillo blockchain espulsioni - 1

Uno potrebbe pensare, e addirittura dire, che il problema principale del Movimento 5 Stelle, oggi, è quello di riuscire a vincere le elezioni politiche, magari passando per le amministrative a Roma (a Milano il M5S ha preferito “suicidare” la sua candidata) dove la Raggi sembra avere discrete possibilità di giocarsela al ballottaggio. E invece no, il problema principale – da sempre e non da oggi – del partito di Grillo sono le espulsioni. Dire che sono una vera e propria ossessione non sarebbe poi così esagerato.

Beppe Grillo intento a compilare il codice per l’algoritmo delle espulsioni

Tutto il potere ai Codici

Parola magica per i Cinque Stelle: algoritmo è il “sistema operativo” Rousseau, il lascito di Gianroberto Casaleggio ai suoi, algoritmo era anche quello zipwar airgainon swg4 che doveva intersecare tramite “cross checking” e craud out surcin i dati mondiali delle banche e dei dati fiscali per controllare i guadagni dei politici. Non stupisce quindi che anche per le espulsioni l’Autorità Superiore del Movimento abbia sentito la necessità di rivolgersi ad un’autorità che non può essere contestata: il codice. Ieri a Napoli infatti Grillo ha annunciato l’applicazione al suo partito di un nuovo algoritmo, che lui chiama blockchain:

Noi stiamo lavorando a un programma, il cosiddetto blockchain, le catene di blocco per l’informazione criptata. È molto interessante, hai un algoritmo e non ci sono intermediari. Se usato in politica potrebbe essere interessante: se un parlamentare che hai votato non segue il programma è automaticamente espulso.

Blockchain non è un’invenzione di Grillo o del tecnico informatico del Movimento, si tratta di un programma messo a punto inizialmente per la rete di transazioni Bitcoin:

condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti “fidate”, quali i processori di pagamento.
Chi propone la tecnologia blockchain spesso descrive l’innovazione come un ‘conferimento di fiducia in un mondo diffidente’, in base alla considerazione che le parti coinvolte in una transazione, pur non conoscendosi, possono ugualmente scambiarsi denaro in tutta sicurezza, senza la garanzia di terzi. In base a questa peculiarità, si può affermare a buon diritto che Blockchain cambia le regole del gioco.
Il punto di forza di Blockchain è il fatto che elimina la necessità di un’autorità centrale che verifichi l’affidabilità e avalli il trasferimento di denaro. Trasferisce poteri e controllo da grandi organismi a numerose transazioni a sicurezza garantita, veloci ed economiche, anche se non si conoscono i soggetti con i quali si sta trattando

Non è impensabile utilizzare il sistema blockchain per per verificare se un iscritto ai Cinque Stelle sta seguendo il programma. Certo, non si capisce in che senso l’informazione relativa agli iscritti dovrebbe essere criptata e probabilmente Grillo ha detto “criptata” solo per agitare una parola che suggerisca la massima affidabilità dell’algoritmo che agisce tramite nodi (i nodi in questo caso dovrebbero essere gli iscritti?). Quello che è interessante è che Grillo abbia pubblicamente ammesso che il sistema di governo del suo partito di fatto non funziona, perché delle persone non ci si può fidare (un leit motiv della politica pentastellata) e quindi queste devono essere continuamente sottoposte a più livelli di controllo. Rimangono però due interrogativi: il primo è chi gestirà l’algoritmo, chi ne avrà le chiavi?  Il secondo riguarda invece l’aderenza al programma. L’attuale programma nazionale dei Cinque Stelle è stato sostanzialmente deciso da Grillo e non è mai stato messo in discussione. In occasione delle prossime politiche verrà ridiscusso pubblicamente da tutti coloro che dovranno essere eletti o verrà direttamente creato da un algoritmo?