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Gli incendi che bruciano il Sud e gli elicotteri rimasti a terra per colpa della politica

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Mezza Italia brucia a causa degli incendi boschivi ma i Vigili del Fuoco e i Carabinieri non riescono a sfruttare tutta la flotta dei mezzi aerei di spegnimento. La situazione è particolarmente drammatica al Sud dove da Napoli a Palermo sono arrivate numerose richieste di intervento da parte dei Canadair dei Vigili del Fuoco e della Difesa. Ma dopo lo smembramento del Corpo Forestale, voluto dalla legge Madia, gran parte della flotta di Stato è rimasta a terra.

Perché gli elicotteri non volano?

Per tutta la giornata di ieri gli equipaggi di Canadair ed elicotteri della flotta aerea dello Stato coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile hanno ripreso le operazioni di spegnimento. Complessivamente sono state quasi 50 le richieste di intervento aereo. La maggior parte proviene dalla Sicilia (17), dalla Campania (8) e da Calabria e Basilicata (6 ciascuna). Ma le chiamate sono giunte anche dall’Abruzzo (3), da Umbria e Lazio (2), mentre Sardegna, Puglia e Molise hanno fatto pervenire una sola richiesta. Per forza di cose l’impegno dei mezzi disponibili viene concentrato nelle Regioni dove la situazione è maggiormente critica. Il problema è che i mezzi a disposizione della flotta dello Stato non sono sufficienti a coprire tutte le aree di intervento. Al momento sono operativi 12 Canadair CL415 due dei quali cofinanziati dalla Commissione Europea e 4 elicotteri Erickson S64F del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a cui si aggiungono 5 elicotteri della Difesa.
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La Protezione civile ricorda che la flotta dello Stato garantisce l’intervento a supporto delle attività di spegnimento assicurate dalle Regioni – tramite l’impegno delle squadre a terra e l’impiego di velivoli di 14 flotte aeree regionali, che comprendono complessivamente 34 elicotteri. In teoria dovrebbero essere le Regioni a varare i piani di intervento stagionali (gli incendi boschivi sono una costante in estate) e ha provvedere alla creazione di una flotta regionale. Ma non tutte le regioni (Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise e Umbria) lo hanno fatto e si appoggiavano, fino allo scorso anno, alla flotta dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale. Con la  riforma Madia e con il conseguente smembramento del Corpo Forestale uomini e mezzi sono stati ripartiti tra Carabinieri e VV.FF.

Dove sono finiti i mezzi antincendio del Corpo Forestale?

Il problema principale sono gli elicotteri: i Verdi denunciano che 16 sono stati andati ai pompieri e 16 ai Carabinieri. Di quei 16 ieri in volo ce n’erano solamente 4. Ma mancano i brevetti e gli adeguamenti tecnici, così 28 elicotteri al momento sono a terra. Sulla questione incide anche la scomparsa delle competenze. “Degli 8000 forestali” – scrivono i Verdi  “in 360 sono andati ai Vigili del Fuoco, circa 1240 nella pubblica amministrazione e 6400 ai carabinieri”.

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L’intervento di un Canadair dei Vigili del Fuoco a Messina nei giorni scorsi (fonte VV.FF. via Twitter.com)

Ma soprattutto è scomparsa la figura del DOS (Direttore Operatore Spegnimento) che una volta faceva a capo al Corpo Forestale e che ora non risulta essere stata rimpiazzata. Risultato elicotteri che non volano per mancanza di personale, di manutenzione o di adeguamenti tecnici (era già successo qualcosa di simile durante l’emergenza neve nelle aree terremotate). E soprattutto richieste di intervento cui è stato risposto negativamente, come è accaduto ieri nel palermitano dove per due volte è stato richiesto l’intervento dei Canadair, ma senza successo. “Erano tutti impegnati”, ha spiegato il sindaco di Castelmola (Messina) Orlando Russo. Ed è anche per questo motivo che per fronteggiare la situazione di emergenza è stato richiesto l’invio di tre Canadair dall’estero.
Foto copertina via Twitter.com credits Vigili del Fuoco