Opinioni

Giuseppe Conte si aggiorna al telefono su Aquarius (ma non vuole parlarne ai giornalisti)

Il presidente del Consiglio dei Ministri, l’avvocato professore Giuseppe Conte, oggi era in vista ad Amatrice sui luoghi devastati dal sisma del 2016. Il premier però si è rifiutato di rispondere alle domande dei cronisti sulla delicata situazione in corso in queste ore nel Mediterraneo al largo delle coste maltesi e italiane. Conte ha dichiarato che sulla questione «Mi aggiornano, non sono qui per parlarne, sono qui per portare gesti di solidarietà». Non sfuggirà che portare “gesti di solidarietà” non è un impegno poi così gravoso da impedire di dimostrare un’altra forma di solidarietà nei confronti di coloro che al momento sono a bordo della nave Aquarius in attesa che il governo italiano – che tramite il MRCC di Roma ha la responsabilità delle operazioni di soccorso – sblocchi la situazione. A quanto pare però il presidente del Consiglio è un po’ come John Wayne (del quale una vecchia battuta dice che non fosse in grado di andare a cavallo e masticare un una gomma allo stesso tempo) non riesce a fare più cose contemporaneamente.

Segnatamente il nostro primo ministro non sembra essere capace di camminare per le strade di Amatrice e rispondere alle domande dei cronisti sulla sorte delle 629 persone a bordo della nave della Ong SOS Mediterranee. Però possiamo stare tranquilli. Perché mentre il ministro dell’Interno ha le idee abbastanza chiare e quello delle Infrastrutture spiega che dal momento che l’imbarcazione si trova ora nella zona SAR maltese allora spetta a La Valletta accogliere i migranti Conte è in costante aggiornamento telefonico. Basta il pensiero insomma. Qualche ora dopo ad Accumoli Conte però ha trovato il coraggio di interrompere la consegna dei “gesti di solidarietà” per commentare l’annuncio del primo ministro spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, che ha fatto sapere che la Aquarius potrà fare porto a Valencia. In merito alla decisione spagnola di accogliere i migranti Conte ha detto: «Avevamo chiesto un gesto di solidarietà da parte dell’Ue su questa emergenza. Non posso che ringraziare le autorità spagnole per aver raccolto l’invito» spiegando che la decisione della Spagna va “nella direzione della solidarietà”.  Chissà se ora Conte troverà il tempo di fare la voce grossa anche con i paesi del gruppo di Visegrad che fino ad ora si sono rifiutati di accogliere rifugiati arrivati in Italia. Non sarà mica che nei loro confronti non si applica la richiesta di gesti di solidarietà solo perché il ministro dell’Interno è amico di Orban?