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Giuseppe Conte minaccia le dimissioni

Oggi Giuseppe Conte parlerà in una conferenza stampa che potrebbe anche essere l’ultima da presidente del Consiglio ad appena un anno dall’incarico

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Oggi Giuseppe Conte parlerà in una conferenza stampa che potrebbe anche essere l’ultima da presidente del Consiglio ad appena un anno dall’incarico. Il premier ha intenzione di chiudere, in un modo o nell’altro, il dissidio tra MoVimento 5 Stelle e Lega e di farlo probabilmente col botto. Ovvero dicendo agli alleati che vuole condurre lui la trattativa con l’Unione Europea: il premier vuole un mandato a discutere con Bruxelles, se no “non sarò io a firmare la procedura d’infrazione”. Altrimenti? Altrimenti se ne andrà.

Giuseppe Conte minaccia le dimissioni

E così, spiega oggi Tommaso Ciriaco su Repubblica, dopo le 17 e a mercati chiusi, per ammortizzare l’effetto destabilizzante di una sfida diretta a Salvini e Di Maio, Conte parlerà e andrà all’attacco:

«Sono disposto ad andare avanti, ma non con un governo in agonia», sosterrà. Di più: il premier ricorderà ai suoi due vice i mesi «difficili» che attendono l’Italia. E sgancerà infine la bomba: «Devo avere i margini per trattare con l’Europa – questo il senso del suo ragionamento, secondo diverse fonti – perché non sarò io il primo presidente del Consiglio a mettere la firma su un’eventuale procedura d’infrazione dell’Italia per debito. Devo pensare al bene del Paese».

giuseppe conte dimissioni

La svolta è maturata nelle ultime ore, prontamente comunicata anche ai vertici istituzionali. Decisiva, per l’avvocato, è stata l’incredibile gazzarra sulla lettera di risposta all’Europa, bruciata da una “manina” assieme alla credibilità già ridotta di Roma sui mercati. Conte sa bene che il suo governo è appeso a un filo. Che non resta altra strada che certificarne la crisi di fatto, pur restando almeno per il momento a Palazzo Chigi. E che l’unica mossa sensata è rilanciare, rilanciare con decisione, sperando di riavviare un motore che Salvini ha deciso di rottamare. Come? Fissando paletti sul terreno più delicato: quello dei conti pubblici e dell’Europa.

La mossa di Conte per fregare Salvini (e Di Maio)

Conte quindi si muove ora per evitare di avere le mani legate mentre scoppia la crisi e i mercati abbattono l’Italia. Una scelta per una volta lungimirante che però rischia di rimanere lettera vuota se non passa dalle parole ai fatti. In Italia, infatti, notoriamente le dimissioni si minacciano ma non si danno mai. E questo lo sa anche Salvini. Anche Marco Conti sul Messaggero conferma le intenzioni del primo ministro:

D’altra parte, a Conte il ruolo del «tecnocrate» – come lo definivano ieri con sospetto i più stretti collaboratori di Di Maio – non dispiace. Anzi. Si considera un avvocato prestato alla politica e che non esclude di tornare presto al suo mestiere qualora i due vicepremier pensino di continuare a sostituire la politica con la campagna elettorale permanente. Alla vigilia della partenza per Hanoi, il presidente del Consiglio lascia a Roma il suo personalissimo Vietnam contando di tornare in tempo per il consiglio dei ministri di venerdì nel quale si attende dai suoi due vice risposte convincenti sulla volontà di andare avanti.

L’invito del premier a Di Maio e Salvini è quello recuperare un metodo di lavoro e, soprattutto, di tornare al rispetto reciproco non per esigenze di etichetta, quanto per dovere. Altrimenti, è il sotto-testo, per Conte è meglio finirla qui e salutarsi. Non c’è da attendersi una prova di forza, e tanto meno una sfida, ma la consapevolezza di essere – malgrado tutto – ancora l’unico punto di caduta di un governo che potrebbe essere chiamato a continuare ancora, malgrado tutto congiuri contro.

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Ora la palla passa a Di Maio e, soprattutto, a Salvini. Se Conte si dimette si torna a elezioni subito. Il centrodestra ha una grande chance di vincere a man bassa. Poi però dovrà governare e mantenere le promesse della campagna elettorale. E lì ci sarà da vedere. O da ridere.

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