Opinioni

Giorgio Palù e la carica virale del Coronavirus che scende, anzi no

Il professor Giorgio Palù, docente emerito di Virologia all’Università di Padova, e consigliere del governatore del Veneto Zaia per la gestione dell’epidemia di coronavirus oggi rilascia un’intervista al Corriere del Veneto. La parte più interessante è quella in cui Palù afferma che la carica virale del coronavirus non solo non è scesa ma al contrario la virulenza è aumentata:

Sono ricominciati i contagi infatti.
«Sì ma adesso tra il 90% e il 95% dei nuovi casi sono asintomatici, anche per l’accresciuta capacità del nostro sistema sanitario di individuare e isolare subitoicontatti di ogni positivo. Attenzione, però, anche gli asintomatici possono contribuire a diffondere il coronavirus, che resta dieci volte più letale dell’influenza stagionale».

Ma allora non ha perso carica virale?
«Al contrario, non solo non ha perso virulenza rispetto all’origine, ma ora nel mondo ne circola una variante più aggressiva rispetto a quella isolata a Wuhan. A causa di una mutazione, il virus ha acquisito una maggiore capacità di replicarsi nelle cellule e nei tessuti umani»

Ora qualche tempo fa, alla fine di giugno, il professor Palù aveva sottoscritto, insieme ad altri luminari come Zangrillo e Bassetti, un documento in cui si affermava che:

“Le evidenze virologiche, in totale parallelismo, hanno mostrato un costante incremento di casi con bassa o molto bassa carica virale. Sono in corso studi utili a spiegarne la ragione. Al momento la comunità scientifica internazionale si sta interrogando sulla reale capacità di questi soggetti paucisintomatici e asintomatici di trasmettere l’infezione.”

zaia crisanti sms whatsapp

E anche Zaia, che ricordiamo ha fatto due anni di veterinaria, qualche tempo spiegava che “il virus italiano” non destava preoccupazione:

“I focolai domestici autoctoni non ci preoccupano”, continua Zaia, perché “il nostro ceppo di virus è meno virulento, ha una carica virale inferiore”. Com’è possibile dirlo? Perché “quando sono arrivati i primi casi dalla Serbia senza dire nulla a nessuno ho fatto sequenziare il virus serbo”, racconta Zaia ringraziando l’Istituto zooprofilattico delle Venezie, che ha effettuato il sequenziamento. “Il virus serbo ha una mutazione che non conosciamo”, che è uguale in tutti e quattro i casi arrivati dalla Serbia, che avevano “una carica virale molto elevata”. Insomma, attenzione al ceppo serbo, che “è ben diverso da quelli trovati in Italia e all’estero” e parrebbe essere, almeno al momento più virulento.

Il tutto mentre il professor Crisanti avvertiva del pericolo. Forse se ne sono accorti anche in Veneto? Tanto per mettere una ciliegina sulla torta Palù nell’intervista è contento per la chiusura delle discoteche: «Eh sì, menomale. Ambienti nei quali si affollano migliaia di persone, senza mascherina, e dove non sappiamo se sia davvero garantito il ricambio d’aria con espulsione forzata e immissione da fuori, sono l’ideale per la diffusione dell’infezione». Indovinate invece chi aveva una posizione diversa?

zaia discoteche

Ecco quello che Zaia diceva al Corriere:

Lo ammette anche lei, non si poteva fare diversamente.
«Purtroppo sì. Sicuramente per responsabilità di alcuni gestori che hanno voluto riempire oltre misura i loro locali. Ma, va detto, anche per l’irresponsabilità di chi non indossa la mascherina e non rispetta il distanziamento. Di chi pensa che non ci sia un domani. Ma attenzione…».

A cosa?
«Non si creda che chiudere risolva tutto. Nelle località di mare la gente si riversa sulle strade o nelle piazze. In certi luoghi non si riesce nemmeno a camminare. Lì il problema non esiste?».

 

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