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I doppi incarichi nel M5S

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Nel MoVimento 5 Stelle, si sa, sono allergici ai doppi incarichi (degli altri). Sarà per questo che Massimo Bugani è stato nominato vicecapo della segreteria del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. Bugani, che ha tentato per due volte la candidatura a sindaco in quel di Bologna ed è consigliere comunale (e capogruppo) al secondo mandato, approda a Roma e, lo dice lui stesso in un’intervista rilasciata al Resto del Carlino, il suo sarà un «ruolo di raccordo, di supporto e di filtro fra i nostri ministeri (cioè quelli retti da ministri pentastellati, ndr) e i nostri amministratori ed eletti nei territori».

I doppi incarichi del M5S

Ovvero, entra nella segreteria per occuparsi degli enti locali già governati dal M5S. Bugani dice che si occuperà un po’ di tutto, «dalle questione legate al personale, agli eccessi di responsabilità (anche penale) in capo ai primi cittadini; dallo strapotere della burocrazia, alla mai risolta questione delle ex province» e aggiunge che saranno con lui Valentina Corrado (che è anche consigliera regionale nel Lazio e ha conteso a Roberta Lombardi il ruolo di candidata governatrice) e Ignazio Corrao, europarlamentare del MoVimento 5 Stelle già rinomato esperto di pomodori pachino del Camerun.

m5s doppio incarico

Bugani, a scanso di equivoci, fa sapere che manterrà anche il suo posto fra i banchi di Palazzo d’Accursio. «Posso fare molto del mio lavoro anche da Bologna – afferma –, restando in contatto diretto sia con Di Maio sia con i sindaci e gli eletti del Movimento. E quando servirà farò avanti e indietro».

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C’è poi da segnalare che nel Codice Etico del M5S (articolo 3, penultimo capoverso) si dice che l’eletto a 5 Stelle si impegna “ad evitare il cumulo di mandati in organi politico-istituzionali eletti a suffragio universale”,  mentre l’articolo 4 dice che l’amministratore a 5 Stelle si impegna a “ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego”. Ma questi sono dettagli.

E a Roma che succede?

I componenti del nuovo team sostituiranno i neoministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Titolare della Giustizia il primo e della Democrazia diretta il secondo, sono stati a lungo i tutor della prima cittadina. Ma c’è un dettaglio che mostra una grande differenza rispetto agli incarichi di Fraccaro e Bonafede: Bugano invece nell’intervista dice di essere stato nominato vicecapo della segreteria di Palazzo Chigi per occuparsi di quello di cui si occupavano Fraccaro e Bonafede.  E non c’è solo questo. Perché stamattina Lorenzo D’Albergo su Repubblica Roma ha raccontato che per Roma è pronto un dossier da 2,8 miliardi di euro per trasporti, rifiuti e manutenzione stradale. E a gestirlo assieme alla giunta Raggi saranno proprio Corrado, Corrao e Bugani.

Il trio Corrado-Bugani-Corrao potrà contare sugli stanziamenti dell’esecutivo e, almeno per quanto riguarda la capitale, accompagnerà il lavoro della cabina interministeriale varata dalla sindaca Virginia Raggi e dal vicepremier durante l’incontro di martedì. Al nuovo gruppo degli enti locali a guida grillina dovrebbe essere affidato un pacchetto da circa sei miliardi di euro.

corrado corrao bugani

Poco meno della metà, un colpo da 2,8 miliardi, dovrebbe spettare esclusivamente alla capitale. Un’iniezione di liquidità (e di fiducia) per la giunta capitolina. Secondo le indiscrezioni che circolano tra gli esponenti del Movimento 5 Stelle a livello nazionale, i fondi saranno utilizzati per «interventi strutturali». Nello specifico, a seconda dei dossier, per sanare situazioni ormai incancrenite.

Ovvero i trasporti, visto che ieri è andata deserta la gara di ATAC per gli autobus. Ma anche i treni della metro e le buche. Questo in teoria. Nella pratica vedremo, visto che spesso in Campidoglio le gare vengono cancellate dai TAR e le promesse se le porta via il vento del cambiamento.

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