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Roma Multiservizi, l'accusa al M5S: così è sparita l'assunzione dei dipendenti

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I sindacalisti di Roma Multiservizi vogliono portare in procura una denuncia per falso a carico del MoVimento 5 Stelle Roma per un verbale della commissione Ambiente, presieduta dal consigliere 5S Daniele Diaco. Ne parla oggi Repubblica Roma riferendosi all’ottobre del 2016, quando assessora all’ambiente era Paola Muraro: all’epoca, come abbiamo ricordato ieri, il M5S ha intenzione di rispettare l’impegno preso in campagna elettorale nei confronti dei lavoratori di RM.

Il verbale del M5S su Roma Multiservizi

E allora no alla gara a doppio oggetto che era stata messa su dall’amministrazione Marino e addirittura promessa di assunzione in Comune per i dipendenti di Roma Multiservizi, grande serbatoio elettorale del M5S Roma, o in alternativa promessa di trasformarla in azienda di primo livello con l’acquisto delle quote in capo ad AMA. Il 4 ottobre 2016 in commissione ambiente Paola Muraro dice che questa è l’intenzione del Campidoglio: «Vogliamo trasformare l’azienda, stiamo approfondendo il tema». Parole che, però, sono state cancellate dal verbale poi protocollato il 21 febbraio 2017. Con il cambio di linea del M5S è scomparsa anche la promessa. Racconta Lorenzo D’Albergo:

Ecco, dunque, la denuncia. I sindacalisti, l’ex candidata sindaca degli Amici di Beppe Grillo (il simbolo dei 5S prima della genesi del Movimento) Serenetta Monti in testa, sono sul piede di guerra. Sventolano il verbale “tarocco” e lo illustrano nel dettaglio. A referto rimane la dichiarazione di Andrea De Priamo, consigliere di Fratelli d’Italia. Ricorda che «l’assessora Muraro si è espressa in modo più chiaro sulla trasformazione della Multiservizi in azienda di primo livello».

roma multiservizi

I grillini, però, non sono d’accordo. Il presidente della commissione Ambiente, il pentastellato Daniele Diaco, mette nero su bianco di essere stato «lui stesso ad evidenziare l’indirizzo politico» nella seduta che rischia di finire in procura. Roberto Di Palma, altro 5S, gli fa eco: «Le frasi (quelle finite sul verbale contestato, ndr) sono state riportate in modo corretto». Certezze che si sgretolano davanti ai ricordi della diretta interessata e alle registrazioni della seduta. Paola Muraro, contattata al telefono, non ci pensa su troppo: «Sì, ho detto quelle parole. Poi ho letto il verbale. Sono sparite. Mi dispiace molto, per me è una vicenda dolorosa considerando che i M5S professavano onestà e trasparenza. Se poi cambiano i verbali…».

I ricordi di Paola Muraro

Anche Paola Muraro conferma: «La trasformazione di Multiservizi in società di primo livello era stata concordata con la sindaca, almeno con quella che avevamo votato, e l’assessore Minenna. Virginia Raggi aveva a cuore la situazione, mi ci fece lavorare ancor prima di nominarmi in giunta. Era tutto concordato con lei e a quella commissione partecipò anche Romeo. I grillini? Se non capiscono l’importanza di una verbalizzazione, di un atto pubblico, sono degli ingenui». Ora però secondo l’accusa quel verbale è stato modificato e approvato con il voto dei consiglieri 5 Stelle in Commissione, dove si sono astenuti i consiglieri del PD.

Piccolo riassunto delle puntate precedenti: il MoVimento 5 Stelle ha promesso ai lavoratori di Roma Multiservizi, partecipata di AMA, di risolvere l’annosa questione della stabilità del loro rapporto di lavoro. Dopo le elezioni l’allora assessora Paola Muraro annunciò che il Comune avrebbe assunto i lavoratori dell’azienda. Ovviamente era una balla e qualche tempo dopo il M5S fece marcia indietro  dicendo che per i servizi che finora erano stati erogati dall’azienda si sarebbe invece fatta una gara a cui Roma Multiservizi poteva partecipare. I lavoratori vennero a protestare in Aula e per tutta risposta ricevettero un Daspo.  La giunta Raggi ha fatto il bando a cui Roma Multiservizi poteva partecipare e poi lo ha ritirato perché era stato sonoramente bocciato dall’Antitrust e rischiava di perdere i ricorsi al TAR già pronti. Risultato: quel bando al quale l’amministrazione capitolina aveva lavorato “per bene” per oltre otto mesi è stato sospeso “a data da destinarsi”. 

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