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La crisi della SPD in Germania

andrea nahles

La SPD, uno dei più vecchi partiti socialisti del mondo, vive la sua crisi più profonda oggi. La segretaria Andrea Nahles ha annunciato che lascerà la guida del partito e del gruppo in parlamento, mentre alcune voci la vogliono addirittura a dimettersi da parlamentare e abbandonare la politica. A influire sul risultato la catastrofe del partito alle elezioni europee e i sondaggi che la vedono ulteriormente precipitare. La crisi della SPD è l’altra faccia della medaglia della vittoria dei Verdi in Germania.

La crisi della SPD in Germania

“Il dibattito nel partito mi ha dimostrato che non c’è più nei miei confronti il sostegno necessario per svolgere il mio ruolo”, ha detto Nahles in una dichiarazione che è stata diffusa stamani, all’indomani del primo sondaggio dopo le elezioni europee in base al quale i Verdi tedeschi, forti del risultato di domenica scorsa per l’Europarlamento, avrebbero sorpassato nei consensi la SPD anche a livello nazionale. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando Andrea Nahles ad accelerare il suo ritiro dal vertice della Spd senza attendere il voto di fiducia della prossima settimana che lei stessa aveva chiesto, potrebbe essere stata una lunga e dura intervista pubblicata stamani dalla Welt am Sonntag a Martin Schulz, lo sconfitto candidato cancelliere. Schulz accusa Nahles di immobilismo, di scarso europeisimo e ambientalismo.

sondaggio verdi germania 1

Schulz annuncia anche di aver mandato una lettera ai deputati Spd in cui comunica che non si sarebbe candidato contro Nahles, giudicando sbagliata la mossa da lei annunciata di sottoporsi a un voto di sfiducia, e che non le avrebbe votato contro. “La Spd, che ha importanti ministeri, avrebbe dovuto contrastare la costante erosione di consensi da parte di Angela Merkel con una politica europeista proattiva. Non ci è riuscita. E il risultato alle europee ne è la conseguenza”, sostiene, rilanciando quello che dovrebbe essere il programma di attacco della Spd. “Dobbiamo prendere l’iniziativa per andare con l’impegno per il salario minimo – afferma -, la tassa digitale, la politica ambientale, accordi commerciali ambiziosi e il contrasto al cambiamento climatico”. In una intervista al Tagesspiegel, il ministro delle Finanze Olaf Scholz, un ‘peso massimo’ della Spd, aveva provato a buttare acqua sul fuoco sulla questione della leadership del partito, pur chiudendo la porta per il futuro ad una nuova, la terza, Grosse Koalition con la Cdu.

La Grosse Koalition rischia grosso

Impossibile sostenere il peso di un risultato devastante alle Europee – 15,8%, il peggior risultato in assoluto della storia ultracentenaria del partito che fu di Brandt e di Schmidt – impossibile resistere alla sensazione di precipizio sancita sabato da un sondaggio ancor più drammatico: schiaccia la Spd ancora piu’ in basso, ad un umiliante 12%, ad appena un punto dall’ultradestra dell’AFD, e mille miglia sotto i Verdi, che addirittura sorpassano la Cdu/Csu di Angela Merkel piazzandosi per la prima volta come primo partito tedesco su base nazionale. Insostenibile, ormai, far fronte allo tsunami delle critiche interne: si narra di riunioni di partito furibonde, in cui sono volate parole pesantissime. “La discussione nel gruppo parlamentare e i molti riscontri nel partito mi hanno mostrato che non dispongo più del necessario appoggio per esercitare i miei incarichi”, dichiara freddamente Nahles, spiegando che domani si dimetterà da presidente della Spd e martedì da capogruppo. A quanto affermano i portavoce, la combattiva renana ha fatto sapere che intende rinunciare anche al suo mandato da parlamentare.

martin schultz

Se c’è una cosa su cui oggi sono tutti d’accordo a Berlino è che a questo punto è in gioco il futuro della Grosse Koalition di Frau Merkel. La dice lunga il fatto che, dopo una mezza giornata di conciliaboli, abbia sentito la necessita’ di fare una dichiarazione pubblica finanche la cancelliera: “Continueremo il lavoro di governo con serietà e grande senso di responsabilità”, ha scandito la cancelliera, ricordando “le grandi sfide” che la Germania ha di fronte a sé e onorando “il fine carattere” della presidente uscente dei socialdemocratici. Ai quali lancia invece un appello la leader della CDU, Annegret Kramp-Karrenbauer: “Parto dal presupposto che la Spd non metta in discussione la capacità d’azione della coalizione. Questo non è il momento delle tattiche di partito. Noi continuiamo a sostenere la Grosse Koalition”. In realtà le voci che chiedono una fine anticipata della GroKo si fanno di ora in ora più rumorose, sia tra le fila dell’Spd che tra quelle della Cdu. “Quello che viene adesso è la fine della GroKo, tutto il resto non porta a niente”, ha dichiarato il vicepresidente del forum economico dei socialdemocratici, Harald Christ. Gli ha fatto eco il capo della Cdu del Brandeburgo, Ingo Senftleben: “Con una Spd così vacillante è veramente difficile continuare a portare avanti la coalizione”.

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