Politica

Cosa succede al Corriere se Urbano Cairo va in politica

Della possibilità di una discesa in campo dell’editore del Corriere della Sera e di La7 si parla periodicamente da tempo, senza che l’interessato abbia mai confermato la possibilità. Oggi però…

urbano cairo

Urbano Cairo in politica? Della possibilità di una discesa in campo dell’editore del Corriere della Sera e di La7 si parla periodicamente da tempo, senza che l’interessato abbia mai confermato la possibilità. Oggi Gianluca Roselli sul Fatto racconta come la prenderebbe il giornale:

Come ci si pone di fronte a questo scenario che, al momento, non è alle viste ma, come ha detto lo stesso Cairo, “mai dire mai”. Quello che abbiamo trovato, facendo un po’ di telefonate ai suoi giornalisti, sono silenzi imbarazzati, nervosismo, musi più o meno lunghi, terrore puro di fronte a un’ipotesi del genere. “Io non ne so assolutamente nulla, dovresti sentire Milano, la testa pensante del giornale”, dicono a Roma. “Ma non saprei, forse è meglio sentire Roma, il cuore della redazione politica è lì”, ribattono da Milano.

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“Non ho sentito nulla, non se ne parla proprio ”, altra reazione. “Io sono la meno adatta, vado poco al giornale e non mi occupo di gossip aziendali”, dice una cronista. “Su questo nondico niente!”, un altro. Poi, però, come sempre, qualcuno che parla si trova. “Cairo in politica al Corriereè un argomento tabù perché la sola idea ci terrorizza. Se dovesse scendere in campo sarebbe la fine del giornale, della sua autorità e della sua indipendenza. Non è mai accaduto, ci sarebbe il terremoto in sala Albertini. Chiaro che non potrebbe essere più lui il nostro editore…In realtà nessuno di noi crede davvero che Cairo, un editore puro che con giornali e tv ci fa pure i soldi, si butterà in politica, ma il solo pensiero crea nervosismo e tensioni, specialmente ai piani alti. E la sua iper presenza nelle pagine del gruppo non aiuta…”, racconta un giornalista che,naturalmente, chiede l’anonimato.

Urbanetto, infatti, è iper presente su Corriere e Gazzetta. Una volta come presidente del Torino, un’alt ra come capo di La7, un’altra ancora come imprenditore del settore editoriale. Una foto di qua, un’intervista di là. Poi, che questo sia prodromico ad acquisire notorietà tra i lettori in vista di un impegno in politica, ce ne corre. “Rientra più in un suo mood caratteriale, un po’ da bauscia milanese: mi sun chi a fa i danè, mica balle…”, dicono.

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