Tecnologia

Trivellazioni, cos’è la tecnica Air Gun

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Nelle more della polemica sulle trivellazioni autorizzate dal MISE torna d’attualità la tecnica Air Gun, che verrà utilizzata in una delle concessioni autorizzate dal ministero dell’Ambiente. Ma di cosa si tratta? Attraverso un sistema ad aria compressa, l’airgun genera un’onda acustica senza utilizzo di esplosivo. Le onde sonore, riflesse dagli strati del sottosuolo, ritornano in superficie e sono captate da idrofoni (microfoni). I dati così raccolti vengono elaborati per creare un’immagine degli strati rocciosi che si trovano al di sotto del fondo del mare. La riflessione di queste onde dipende dalla struttura del fondale e permette, tramite sistemi computerizzati, di realizzare una mappa della struttura del fondale. In pratica, si tratta di ottenere delle acquisizioni sismiche registrando direzione, velocità di propagazione e così via delle onde che ‘rimbalzano’ sul fondale, grazie alle quali identificare i depositi di idrocarburi offshore.

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Trivellazioni, cos’è l’Air Gun (Il Messaggero, 8 gennaio 2019)

Per i difensori, tra cui Assomineraria, si tratta di una tecnica la cui importanza non riguarda solo l’individuazione di giacimenti di idrocarburi, ma che permette anche di riconoscere le faglie che generano terremoti e tsunami, o le zone dove camere magmatiche stanno per esplodere. Ma il rapporto di Greenpeace “Troppo rumore per nulla”, avverte: per la ricerca di un giacimento marino sono impiegati decine di Air gun, disposti su due file a una profondità di 5-10 metri: producono violente detonazioni ogni 10-15 secondi per settimane, continuativamente. E il rumore generato è almeno doppio rispetto a quello del decollo di un jet.

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