Cultura e scienze

Quanti sono i cinghiali in Italia

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Il crescente numero di cinghiali e il loro continuo avvicinamento ai centri urbani si sta trasformando in un vero e proprio pericolo, soprattutto quando la presenza interferisce con la circolazione stradale. L’ultimo incidente, causato dall’attraversamento di un gruppo di cinghiali, è avvenuto la scorsa notte sull’autostrada A1, nel tratto tra Lodi e Casalpusterlengo. Nel tamponamento a catena ha perso la vita un uomo e sono rimaste ferite 10 persone, tra cui 3 bambini. Ad attirare questi animali nei centri urbani sono soprattutto gli scarti alimentari e i rifiuti organici, che sono un’abbondante possibilità di cibo. E il numero di un milione di capi (stimato nel 2015) ci dà l’idea dell’ampiezza del fenomeno. Tra le prime regole che l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) consiglia di seguire c’è quella di non dare per nessun motivo cibo ai cinghiali, dal momento che questa pratica non fa altro che favorire l’abitudine dell’avvicinamento all’uomo. Tra l’altro il foraggiamento dei cinghiali è espressamente vietato dalla legge 221/2015 che prevede, per chi contravviene, l’arresto da 2 a 6 mesi o l’ammenda da 500 a 2 mila euro. Per diminuirne la presenza, bisogna anche evitare di lasciare scarti e rifiuti alimentari fuori dei cassonetti in strada. A Roma questo non accade e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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I cinghiali in Italia (La Stampa, 4 gennaio 2019)

Nel corso degli ultimi anni, le popolazioni di cinghiali, cervi e caprioli sono aumentate costantemente: l’abbandono delle coltivazioni in ambiente montano, che ha interessato, secondo il Rapporto Fao sulle risorse forestali mondiali 2005, oltre due milioni di ettari di superficie agricola negli ultimi venti anni, la diminuzione delle attività di caccia e l’aumento delle aree protette ne hanno favorito la diffusione. Ma l’elemento forse piu’ importante, è stato proprio il costante aumento di superficie forestale nel Paese. Dal 1990 è cresciuta costantemente, fino a coprire il 34,7% del territorio nazionale e creando un habitat particolarmente favorevole alla presenza di animali selvatici. Secondo i numeri forniti dalla Banca dati ungulati dell’Ispra, nel periodo 2005-2010 i cinghiali presenti in Italia sono aumentati del 50-60%, i caprioli sono passati da 425.000 a 455.000, e i cervi da 63.000 a 68.000.

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