Politica

Celeste D’Arrando: chi è l’onorevole grillina che ha “schedato” gli scienziati

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La storia degli scienziati schedati da Giulia Grillo, che ieri la ministra ha gentilmente confermato mettendo però la pecetta “Fake News” sull’articolo di Repubblica che la raccontava (Wow, gliele hai cantate!!11), ha messo in luce anche una nuova figura politica: l’onorevole Celeste D’Arrando. Eletta in Piemonte e capogruppo grillina in Commissione Sanità alla Camera, è lei l’autrice degli “appuntini” accanto ai nomi di alcuni degli scienziati del Consiglio Superiore di Sanità che indicavano i loro peccati come aver operato Silvio Berlusconi o aver conseguito il patentino di pubblicista. Ma chi è Celeste D’Arrando? Il Giornale oggi ci racconta qualche dettaglio biografico sull’indagatrice degli incubi della ministra Grillo:

Sarebbe lei la nuova ideologa della scienza grillina? Un’eccellente medico?Una famosa ricercatrice universitaria? Per carità. Un’ex badante che vuole eliminare lo zucchero nelle bevande e che ipotizza un mondo senza lavoro. A schedare i componenti del Consiglio Superiore di Sanità è stata un’altra miracolata delle ultime politiche.

Eletta nel collegio uninominale di Collegno, in Piemonte, la D’Arrando ha un curriculum mediocre: non c’è traccia di una laurea. Diploma all’Istituto tecnico e una qualifica come operatrice socio sanitaria. Nessuna esperienza lavorativa in strutture mediche di eccellenza. Per tre anni, dal 2012 al 2015, è stata una badante. Chissà se avrà avuto un regolare contratto di lavoro. Ma non c’è motivo per dubitarne. La castigatrice degli scienziati si è occupata anche di formazione in call center. Tra il 2001 e il 2007 è stata commessa in un negozio di abbigliamento.

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«In virtù delle competenze acquisite nel mio percorso formativo, e grazie all’esperienza sul territorio a contatto con la collettività e durante i banchetti informativi, se dovessi essere eletta mi piacerebbe occuparmi di Agricoltura, Ambiente, Immigrazione, Lavoro», scriveva la D’Arrando nel messaggio per la campagna elettorale. Immaginando, nel giro di mezzo secolo, un mondo senza lavoratori: «Presto scomparirà il 40% degli impieghi conosciuti e ci saranno flussi di persone, di dati, di energie che dovremo contenere e controllare».

Nelle stanze di Montecitorio si è fatta notare, raccontano fonti grilline, per un carattere irascibile e solitario. Un po’ maestrina. Un po’ zarina. Pronta a bacchettare e richiamare i colleghi. Un atteggiamento che scatenò uno scontro durissimo con Dalila Nesci, altra parlamentare dei Cinquestelle, considerata una dissidente. (in realtà non risulta che Nesci sia dissidente, ndr)

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