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La strana storia della preside del Virgilio che non si presenta alla riunione sull'edilizia scolastica

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Continua lo psicodramma del liceo Virgilio. Oggi la preside Carla Alfano, che nei giorni scorsi aveva accusato il Collettivo studentesco di utilizzare metodi mafiosi e aveva parlato di una situazione di grande e diffusa illegalità all’interno delle mura scolastiche, non si è presentata all’incontro tra la Città Metropolitana di Roma e l’Associazione nazionale presidi. La Alfano – riferisce la Anp – aveva garantito la sua presenza alla riunione di questa mattina.

La preside non si presenta all’incontro con la Città Metropolitana

Non sono chiari i motivi per cui la preside del Virgilio abbia disertato l’incontro a Palazzo Valentini. La Alfano non ha fornito spiegazione e non ha risposto al telefono. Eppure fino a ieri sera aveva confermato la sua presenza all’incontro con Maria Teresa Zotta, delegata all’Edilizia scolastica della Città Metropolitana. E questo è un altro dato interessante perché la riunione di oggi non era per discutere degli aspetti legati agli episodi “criminosi” denunciati dalla preside e dai giornali quanto per problemi più concreti. Ad inizio ottobre al Virgilio è crollata una porzione del tetto e la riunione di oggi -pur se non incentrata prettamente sul Virgilio – era proprio sul tema dell’edilizia scolastica. In seguito al crollo del tetto infatti MIUR e la ex-Provincia (che è responsabile dell’edilizia scolastica) si erano rimpallate le responsabilità.
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La scelta della Alfano di non presentarsi alla riunione non fa altro che alimentare i sospetti che la dirigente scolastica abbia perso il controllo, nella sua scuola, di fenomeni studenteschi endemici (anche se illegali) in tutte le scuole italiane. Il tentativo di criminalizzare gli studenti parlando di «clima mafioso e intimidatorio all’interno della scuola da parte di un gruppetto di studenti. Con i genitori che li spalleggiano» sembra quindi un modo per evitare di affrontare il problema con gli strumenti e i poteri concessi ad un preside. Non si spiega altrimenti la costante attenzione di media e giornali su quanto accade tra gli studenti del Virgilio quando il vero problema è quello della sicurezza degli edifici scolastici. Problema che non spetta certo ad un preside da solo di risolvere. Ma è in ogni caso opportuno che un preside non si sottragga alla possibilità di un confronto con chi può mettere mano alle carenze strutturali dell’edificio.

La lettera degli studenti del Virgilio a Carla Alfano

Pare che quindi il problema sia quello del dialogo. Non solo tra la Alfano e la Città Metropolitana ma anche tra la preside e gli studenti, in particolare i “mafiosi” del Collettivo. Due giorni fa il Collettivo Autoganizzato Virgilio ha pubblicato una lettera scritta dai Rappresentanti degli studenti in Consigli di Istituto e firmata da quasi tutti i Rappresentanti di classe nella quale gli alunni esprimono il loro dissenso “in merito alle dichiarazioni da lei fatte alla stampa sulla situazione interna alla nostra scuola”. In particolare gli studenti si dicono rammaricati per amareggiati dal fatto che la preside “veda il Virgilio come un covo di criminali figli di papà dove una minoranza mafiosa tiene in scacco una maggioranza omertosa”. 
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La riunione con la città Metropolitana è quindi l’ennesima occasione di dialogo sprecata. Oggi a Palazzo Valentini il dibattito era anche sulle occupazioni, nello specifico il progetto della “cogestione” o “didattica flessibile” tema ormai caro al vicepresidente Anp, Mario Rusconi. Un’idea “che potrebbe vedere la luce in via sperimentale già da gennaio – ha spiegato il dirigente scolastico- per contrastare questo fenomeno tutto italiano delle occupazioni e per stemperare questo clima infuocato non solo del Virgilio ma anche del Socrate e di altre scuole di Roma e della provincia”. Insomma i presidi romani discutono di come risolvere i problemi delle scuole, gli studenti chiedono di poter parlare con la Alfano ma la preside del Virgilio preferisce scomparire.