Politica

Giovanni Tria, Claudia Bugno e l’incarico in StMicroelectronics

giovanni tria claudia bugno

Della storia ha parlato ieri La Verità e il senatore del MoVimento 5 Stelle Gianluigi Paragone l’ha rilanciata su Facebook: i protagonisti sono il ministro dell’Economia Giovanni Tria, la sua consigliera Claudia Bugno, la seconda moglie del ministro Maristella Vicini, il figlio di lei, Niccolò Ciapetti e il compagno di Bugno, Pier Andrea Chevallard.

Claudia Bugno è una consulente del Mef: un contratto ottenuto quando al ministero è arrivato Tria. Claudia Bugno era anche stata, ai tempi del crac, membro del cda di Banca Etruria. E già questo a molti aveva fatto storcere il naso. Ma non è su questo punto che i Cinquestelle, capitanati dal senatore Gianluigi Paragone in questi giorni già al centro delle cronache per le sue aspirazioni a presiedere la commissione sulle banche, hanno deciso di dare battaglia annunciando interrogazioni parlamentari.

giovanni tria claudia bugno

L’ipotesi di Paragone presidente della Commissione Banche infatti è attualmente traballante. Ma Gianluigi Bombatomica non sembra preoccupato, anzi:

Ora il ministro Tria – si sostiene -vorrebbe la Bugno nel board della controllata StMicroelectronics. E il fatto grave – secondo i Cinquestelle che riprendono e amplificano sui social alcuni articoli de La Verità – è che il figliastro di Tria in questi giorni è stato assunto in un’azienda il cui amministratore delegato è il compagno di Claudia Bugno.«Strani intrecci», «curiosa coincidenza» scrive il quotidiano. Altrettanto esplicito Paragone, che in un post su Facebook scrive: «Tutto a posto ministro Tria?»

Sulla questione La Stampa ci fa sapere che Ciapetti era stato addetto stampa nello staff di Bugno quando lei, sotto Matteo Renzi, era diventata coordinatrice della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Sarebbe già questo abbastanza per il M5S, per chiedere un chiarimento al ministro. E aggiungono:

Ora, scava scava, viene alla luce anche altro che riguarda l’attuale governo gialloverde. E la ciccia si fa più politica. Bugno al Mef, spiegano fonti del ministero, è conosciuta come «guerrafondaia». Nomignolo che si è conquistata per il duro carattere e i modi ruvidi con cui si sta opponendo a una serie di operazioni societarie. Una su tutte: Alitalia. Un dossier che sta molto a cuore al ministro dello Sviluppo economico Di Maio.

Ci sarebbe lei dietro le resistenze di Tria, soprattutto sulla partecipazione del Tesoro. E in vista della possibile fusione di Alitalia con un altro partner, avrebbe spinto il ministro a sostenere la tedesca Lufthansa e non l’americana Delta, su cui invece è concentrato di Di Maio. Sulla questione, i grillini sussurrano la presenza di un «conflitto di interessi», perché «fino al marzo 2018 Bugno è stata vice presidente Public Affairs di Alitalia e se n’è andata perché l’ex commissario Luigi Gubitosi non la voleva più lì».

Il MoVimento 5 Stelle fa sapere che è pronta un’interrogazione parlamentare per mettere alla luce il caso Bugno. Il segnale a Tria è piuttosto chiaro. O risolve prima, o spiega tutto in pubblico, oppure si dimette.

Leggi anche: Dibba fa il falegname? Di Maio lo sostituisce con Paragone