Opinioni

Armando Siri non sa che Toninelli è (il suo) ministro

@neXt quotidiano|

In questi 38 magnifici secondi andati in onda ieri a L’Aria che tira il parlamentare leghista Armando Siri, che passa per essere il “padre” della flat tax ma è diventato intanto sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti del governo Conte, nega a più riprese che Danilo Toninelli sia ministro: “Ma non è ministro, Toninelli…”, dice Siri, “Non è ministro Toninelli…”. E quando gli ricordano che è ministro alle infrastrutture (ovvero, è il “suo” ministro), prima ci pensa un po’ e poi finalmente si rende conto della gaffe e dice di essersi confuso con qualcun altro.

Armando Siri fa parte del governo in quota Lega esattamente come Edoardo Rixi, che era stato definito impresentabile durante la campagna elettorale dal M5S in quanto imputato in processo sulle spese dei gruppi parlamentari in Liguria. Siri, invece, ha patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta inflittagli dal tribunale di Milano per il fallimento della Mediatalia, società che ha lasciato debiti per oltre 1 milione di euro. Secondo i magistrati che hanno firmato la sentenza, prima del crack Siri e soci hanno svuotato l’azienda trasferendo il patrimonio a un’altra impresa la cui sede legale è stata poco dopo spostata nel Delaware, paradiso fiscale americano. Secondo il racconto della vicenda Mediaitalia, società che produceva contenuti editoriali per media e aziende (editava anche la rivista della Air One di Carlo Toto), aveva debiti per un milione di euro quando Siri e gli altri soci hanno trasferito il suo patrimonio alla Mafea Comunication, gratuitamente.

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