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Alex Zanardi è stato operato perché era in pericolo di vita

Se nel fine settimana, passato appena un giorno dal trasferimento a Milano, i medici della terapia intensiva neurochirurgica non fossero intervenuti per risolvere le «complicanze tardive dovute al trauma cranico» del 19 giugno, Zanardi avrebbe rischiato la vita

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Sabato pomeriggio Alex Zanardi è stato operato per la quarta volta alla testa, e si è trattato — è questo il punto — di un’operazione «fondamentale per la sua vita». Paolo Berizzi su Repubblica spiega oggi che se nel fine settimana, passato appena un giorno dal trasferimento a Milano, i medici della terapia intensiva neurochirurgica non fossero intervenuti per risolvere le «complicanze tardive dovute al trauma cranico» del 19 giugno, il filo che tiene Zanardi appeso alla speranza di farcela, si sarebbe potuto spezzare.

«Prima di sabato era un paziente critico e instabile. Adesso, dopo l’intervento, è un paziente critico ma stabile». Eccola la spiegazione che filtra, informalmente, dal San Raffaele. Un completamento di quanto è riportato — con linguaggio molto tecnico, e senza ulteriori dettagli — nelle poche righe diramate dall’ospedale dopo due giorni di silenzio. «Il paziente è stato sottoposto a una delicata procedura neurochirurgica per il trattamento di alcune complicanze tardive dovute al trauma cranico primitivo. Al momento gli accertamenti clinici e radiologici confermano il buon esito delle suddette cure e le attuali condizioni cliniche del paziente appaiono stabili».

Al di là del “medichese”, è andata così. Sabato mattina: ore 11. All’indomani del trasferimento di Zanardi da Villa Beretta al San Raffaele, il direttore del reparto di terapia intensiva neurochirurgica, Luigi Beretta, e il professor Pietro Mortini, direttore dell’unità operativa di neurochirurgia, completano la “diagnostica” su Alex. Tre ore dopo l’ex pilota di Formula 1 è in sala operatoria.

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Giovedì notte Zanardi aveva accusato uno stato febbrile dovuto a un’infezione batterica.  «Adesso è sfebbrato e ha ripreso a rispondere alle terapie», spiegano dal San Raffaele. Il «buon esito» dell’operazione sembrerebbe indurre a un cauto, appena sussurrato ottimismo.

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