Opinioni

Zingaretti e la storia della telefonata con Salvini sulle elezioni

Il retroscena della telefonata tra Salvini e Zingaretti sulle elezioni è stato utilizzato in queste settimane da fonti leghiste per giustificare (come sempre, a posteriori) la dabbenaggine del Capitano che ha portato alla formazione del nuovo governo. Fa parte, insieme alla Cospirazione Ursula, del tentativo di costruire una teoria del complotto misinterpretando mezze frasi o estrapolandole dai contesti ma i suoi fautori non riescono a capire che così facendo fanno fare al leader della Lega la figura del tizio fregato da Totò e Peppino che vogliono vendergli la fontana di Trevi. E nemmeno, cosa più importante, si rendono conto che gli spettatori del film tifano tutti per Totò e Peppino. In ogni caso, oggi Zingaretti parla della presunta telefonata e spiega:

A proposito di telefonate, è vero che Salvini l’aveva chiamata per assicurarsi che il Pd avrebbe chiesto il voto anticipato?
«Questa è un’altra costruzione ad arte. Con Salvini ci siamo sentiti ma non certo per valutazioni o accordi sottobanco. A Salvini bastava leggere i giornali per capire che il tema 5S era divisivo nel Pd…».

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Salvini, insomma, non aveva previsto la mossa di Renzi. Che voleva evitare, con il voto, di perdere la sua maggioranza nei gruppi dem al Parlamento.
«Penso che Renzi, di fronte al pericolo vero di una affermazione schiacciante di Salvini, si sia sentito in dovere di assumere una nuova posizione, anche a costo di superare le scelte politiche del passato».

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