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Il voto disgiunto per Bonaccini tra M5S e Forza Italia

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È il voto disgiunto il grande protagonista sul palco del MoVimento 5 Stelle per la chiusura della campagna elettorale dal profilo più basso di sempre in Emilia-Romagna. Come abbiamo spiegato, a differenza della Calabria in Emilia-Romagna è possibile il voto disgiunto, ovvero votare una lista e il candidato presidente di un’altra lista. E Stefano Bonaccini ha in più occasione chiesto agli elettori grillini di scegliere lui invece della candidata della Lega.

Il voto disgiunto per Bonaccini tra M5S e Forza Italia

La scelta avrebbe una logica all’interno della storia dei 5 Stelle emiliano-romagnoli, storicamente più a sinistra che a destra a dispetto di quello che volevano Grillo e Casaleggio, che infatti hanno espulso a più non posso gente della zona dal partito. Ufficialmente il candidato presidente Simone Benini non appoggia la scelta: «Disgiungetevi dai partiti tradizionali e votate 5 Stelle: io punto al 51%. Dopo questo mese e mezzo di campagna elettorale mi sento come Pantani: voglio la vetta». Ma la consigliera uscente Silvia Piccinini è serissima quando dal palco parla di «voto di lista ai 5 Stelle». Scelta niente affatto inutile, ribadisce, perché «la nostra presenza in Regione è fondamentale: qui abbiamo istituito il registro tumori e dimezzato gli stipendi dei parlamentari». Il terreno è scivoloso, per i 5 Stelle, non si può rischiare di perdere la faccia, bisogna restare duri e puri. Ma anche il consigliere Andrea Bertani ha ribadito nei giorni scorsi i motivi della sua scelta per il voto disgiunto e l’appoggio a Bonaccini contro il citofonista delle dive:

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Lo stesso ha detto Raffaella Sensoli, ex consigliera. Ma la novità, raccontata oggi da Repubblica Bologna, è che anche in Forza Italia c’è chi potrebbe avvalersene. Tutta colpa di  un fac-simile della scheda elettorale, circolato in questi giorni nel centrodestra, in cui è esemplificata la possibilità di votare una candidata forzista, Elisabetta Brunelli, e il candidato presidente di centrosinistra Stefano Bonaccini.

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Brunelli, contattata al telefono dal quotidiano, non chiarisce se il volantino sia suo o se sia stato contraffatto, ma la senatrice Anna Maria Bernini parla subito di «fake»: «Se esistesse una roba del genere sarebbe un falso. Per noi l’unica opzione è quella di votare Forza Italia e Lucia Borgonzoni. Non ci sono altre possibilità». Le voci sulle tentazioni di splitting tra i moderati tuttavia non s’arrestano. In parte alimentate dal clima di competition nella coalizione di Borgonzoni, con Fratelli d’Italia che punta a massimizzare il proprio risultato sia ai danni della Lega che di FI. E in parte alimentate dallo stesso Bonaccini, che per “tentare” i moderati ha accettato d’esser appoggiato da alcuni esponenti provenienti dal Pdl, tra cui il capolista di Più Europa Giuliano Cazzola.

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