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L’ultima fregnaccia di Virginia Raggi

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Ieri il pubblico ministero Paolo Ielo ha chiesto dieci mesi di carcere per Virginia Raggi, accusata di falso. Nella requisitoria il PM ieri ha parlato del movente, che era quello di «proteggere Raffaele Marra, uomo potente e che conosceva meglio di chiunque la macchina amministrativa e, di conseguenza di proteggere sé stessa perché se avesse detto che quella promozione era stata gestita dal fratello, sarebbe incorsa in un’inchiesta penale e in base al codice etico allora vigente negli M5S, avrebbe dovuto dimettersi».

L’ultima bufala di Virginia Raggi

Parole alle quali la sindaca ha voluto rispondere, chiedendo, per la seconda volta nello stesso giorno, di poter rendere spontanee dichiarazioni (lo aveva fatto in mattinata per replicare alla deposizione del suo ex capo di gabinetto Carla Raineri, testimone dell’accusa): «Negli atti normativi del movimento – ha detto Raggi – nella prassi applicativa l’espulsione non è mai stata applicata, sia Nogarin che Pizzarotti, indagati, non furono espulsi. Pizzarotti fu sospeso perché omise di comunicare che era stato iscritto nel registro».

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L’annuncio della sospensione per Di Vita, Nuti, Mannino, Busalacchi sul blog di Grillo

Quello che sostiene Raggi è falso. Il 28 novembre 2017 gli onorevoli Claudia Mannino, Riccardo Nuti e Giulia Di Vita e la collaboratrice parlamentare all’ARS iscritta al M5S Samantha Busalacchi vennero sospesi dal MoVimento dopo che Grillo gli aveva chiesto di dimettersi dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per la storia delle firme false di Palermo. Nella motivazione, volutamente ambigua perché Beppe era arrabbiato anche perché i quattro si erano rifiutati di rispondere al PM,  si scriveva però che le comunicazioni del “gestore del sito” riguardavano “i fatti oggetto di indagine da parte della Procura di Palermo“. Senza fare quindi alcun riferimento al comportamento degli indagati, ma parlando esplicitamente dei fatti oggetto di indagine. D’altro canto all’epoca anche altri indagati decisero di restare in silenzio davanti al PM ma non vennero sanzionati. In più all’epoca Di Vita disse che lei invece aveva accettato di parlare con gli inquirenti, ma fu oggetto di sanzione lo stesso.

Il codice etico cambiato

Ma anche nelle motivazioni della sospensione dei quattro si sottolineava: “Sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del MoVimento l’avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai pm e il rifiuto di procurare un saggio grafico (come appreso dalle agenzie di stampa)”. Evidente che qui la mancata risposta al PM è considerata un’aggravante che motiva ulteriormente la sospensione, che però arriva per un avviso di garanzia. D’altro canto nel gennaio 2017 gli iscritti M5S vennero chiamati a votare su un nuovo codice etico. E quel codice etico, come scrissero tutti i commentatori una volta notate le modifiche, serviva a non far dimettere Virginia Raggi in vista delle indagini in arrivo.

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Inutile sottolineare che anche una semplice sospensione dal M5S avrebbe avuto forti ripercussioni sulla possibilità di gestire Roma da parte della sindaca. Il nuovo codice etico, votato durante le vacanze di Natale e approvato con numeri bulgari, non prevedeva alcun tipo di sanzione in nessun caso. Questo è il motivo per cui Ielo ha indicato come movente il vecchio codice etico, anche se è vero che non portava automaticamente all’espulsione. La verità è che, esattamente come adesso, il M5S è stato sempre gestito dal punto di vista disciplinare in maniera piuttosto umorale (eufemismo), e visto che i guai per la Giunta Raggi erano cominciati il 31 agosto con le dimissioni di Raineri e Minenna ed erano proseguite con l’arresto di Marra, che aveva portato – proprio per l’azione del M5S nazionale – anche alla cacciata di Salvatore Romeo e alla detronizzazione di Daniele Frongia oltre che a una situazione in cui il vaso della pazienza grillina nei confronti di Raggi era diventato piuttosto pieno. L’avviso di garanzia sarebbe stato l’ultima goccia. Oggi il tribunale ci dirà se la Raggi, come tutti i pronostici indicano, è innocente o è colpevole. Di certo la sindaca tende a ricordare selettivamente anche in tribunale. Oltre che in ogni uscita pubblica in cui si confrontano le sue promesse con le condizioni in cui è ridotta Roma.

Leggi sull’argomento: I pronostici sulla sentenza Raggi