Politica

Cosa pensano gli italiani dell’uscita dall’euro e del ritorno alla lira

uscire dall'euro

Oggi Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera racconta i risultati di un sondaggio IPSOS che si concentra sul rapporto tra gli italiani e l’Unione Europea e sulle ipotesi-possibilità di un ritorno alla lira e di un abbandono della moneta unica. La rilevazione prima indaga l’opinione degli italiani sullo scontro tra governo italiano e Bruxelles:

Le preoccupazioni Ue dividono l’opinione pubblica: il 40% le ritiene infondate, volte a screditare il governo italiano, mentre il 39% le considera realistiche perché mettono a repentaglio la situazione finanziaria del Paese e il 21% non si esprime. Quanto alle critiche, il 38% prevede che l’esecutivo ne esca rafforzato perché l’Ue è screditata, mentre il 35% è del parere contrario. Su questo aspetto, peraltro, oltre un italiano su quattro (27%) non è in grado di esprimersi.

Riguardo alle azioni future, prevale l’idea che il governo dovrebbe trovare un accordo con l’Europa per ottenere maggiore flessibilità e fare crescere la nostra economia (54%), mentre il 18% (36% tra i leghisti e 32% tra i pentastellati) ritiene che l’Italia dovrebbe decidere i parametri di bilancio in autonomia, coerentemente con il «me ne frego dell’Europa» pronunciato da Salvini nei giorni scorsi; a costoro si contrappone il 15% che sostiene l’ortodossia Ue e chiede che vengano mantenuti gli impegni presi.

euro
Il sondaggio su italiani, lira ed euro (Corriere della Sera, 13 ottobre 2018)

Da leggere: Giorgia #Melonichan paladina dell’amore saffico a sua insaputa

Stabile anche la quota dei favorevoli all’«Italexit», nell’ipotesi (al momento irrealistica, tenuto conto dei vincoli previsti all’articolo 75 della Costituzione) di un referendum sulla nostra permanenza in Europa: la maggioranza assoluta (54%) voterebbe per rimanere, mentre uno su quattro(25%) opterebbe per l’uscita. E se si votasse per scegliere tra la lira e l’euro, si registra un calo costante dei favorevoli al ritorno alla lira che negli ultimi 12 mesi passano dal 34% a l27%, mentre i favorevoli a mantenere l’euro salgono al 61% dal 53% dell’ottobre 2017.

Leggi sull’argomento: «Tria può lasciare il posto a un altro»