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L'A.S. Roma nega l'accredito per lo stadio a Ugo Trani del Messaggero

ugo trani il messaggero

La storia gira per la città e rimbalza di radio in radio: l’A.S. Roma ha negato l’accredito per lo stadio per Roma-Verona a Ugo Trani, giornalista sportivo del Messaggero. Trani, che da anni segue l’A.S. Roma e interviene spesso nell’etere romano per parlare dei giallorossi, è stato “punito” dopo la polemica scatenatasi per le dichiarazioni di James Pallotta nei confronti di Eusebio Di Francesco al termine di Roma-Atletico Madrid di Champions League.

L’A.S. Roma nega l’accredito per lo stadio a Ugo Trani del Messaggero

All’epoca infatti Pallotta rilasciò dopo il match alcune dichiarazioni che sembravano mettere in discussione il nuovo coach dei giallorossi, parlando di «due o tre cose che non mi sono piaciute». Il giorno dopo le rettificò, e Trani sul Messaggero il 15 settembre scrisse un corsivo sul presidente della Roma collegando questo ad altri episodi che hanno avuto Pallotta per protagonista:

Interviene a Roma Radio per chiarire l’ennesimo equivoco (colpa di chi non capisce l’inglese, il solito refrain). Per telefono e quindi senza andare negli studi di Trigoria, anche se è qui e non a Boston. «Sono molto contento di Di Francesco». Giura di essere dalla parte del tecnico e cancella l’insoddisfazione per lo 0 a 0 contro l’Atletico: «L’unica mia lamentela era in riferimento al possibile rigore che non ci è stato concesso nel primo tempo. Ho speso solo parole positive».
Abbracci per tutti, meno che per l’arbitro Mazic e per i media («C’è un complotto contro la Roma»), assicura James. Che, rispetto a Dzeko, si prende 24 ore in più per rivedere la versione iniziale. Niente di nuovo, però. E’ successo dopo l’attacco mirato a Totti del 15 marzo 2016. Ma la retromarcia non funzionò: il video girato negli Usa sconfessò il suo tentativo di prendersela con la cattiva traduzione fatta in Italia.

ugo trani james pallotta
Anche la conclusione dell’articolo non deve essere sfuggita a Pallotta: «L’auto-ritratto di Pallotta comprende pure l’unica frase che mai ha potuto correggere, dopo 5 anni di presidenza: «Il nostro è un progetto a lungo termine». Per chiedere pazienza ai tifosi».

La cacciata di Trani e le reazioni dei tifosi

Daniele Lo Monaco, giornalista e fondatore del Romanista oltre che ex capo della comunicazione della A.S. Roma, su Twitter ha speso parole di solidarietà nei confronti del collega: «Negare un accredito allo stadio mette automaticamente dalla parte del torto, a prescindere dalle ragioni». Anche una delle pagine critiche nei confronti della proprietà lo ha fatto: «Negargli l’accredito impedendo così al giornalista di lavorare è una vera infamia». Ma queste sono state le uniche voci critiche nei confronti della decisione della società.
ugo trani
Tutti gli altri hanno praticamente esultato: «Te salutano i camerieri, vai a a fare gossip. A noi non interessa la libertà di stampa, non ci interessa chi fa il paladino della libertà. Era ora che la Roma arrivava a fare questo passo», si scrive su una delle tante pagine del tifo giallorosso, mentre c’è chi ricorda le offese personali ai dirigenti della società negli interventi in radio di Trani (e anche quelle nei confronti dei colleghi).

Ugo Trani e la A.S. Roma

In particolare la decisione dell’A.S. Roma su Ugo Trani è andata a innestarsi nella guerra che da anni divide il tifo giallorosso tra chi è favorevole e chi è contrario alla attuale proprietà. «Visto che sabato stava parlando di come è stato trattato Totti dalla dirigenza l’anno scorso quando è stato allontanato dall’allenamento… immagino abbiano pensato come me che Trani non fosse interessato alla partita che sarebbe andata di scena di lì a un’ora contro l’Udinese», ricorda un tifoso su internet riferendosi alla radio dove interviene lo stesso Trani.


E mentre c’è chi lo insulta, nelle due pagine dedicate oggi dall’inserto Sport del Messaggero alla A.S. Roma non c’è spazio per la vicenda, mentre Trani firma un’analisi sul turn over di Di Francesco senza fare cenno alla storia né a Pallotta. E su internet c’è chi fa liste di proscrizione per altri giornalisti “sgraditi”. Cose che capitano a Roma.