Politica

Marco Travaglio e il M5S come Renzi

m5s come renzi

Marco Travaglio va all’attacco del MoVimento 5 Stelle dopo la testa di cavallo lasciata dai grillini sul letto di Giuseppe Conte. Il direttore del Fatto ricorda al MoVimento 5 Stelle che sta sostenendo le stesse cose che sostiene e sosteneva Renzi:

«Renzi Chiedi Scusa”, titolava il Blog delle Stelle il 16 settembre 2016, in cima a un lungo post di Luigi Di Maio che elencava “i 10 fallimenti del governo Renzi”. Al punto 8 (“Niente lotta alla corruzione”), c’era un duro attacco sui favori agli evasori: “Ha alzato la soglia del contante sino a 3mila euro e ha aumentato tutte le soglie di non punibilità nella sfera della grande evasione”. Ieri, sullo stesso Blog delle Stelle, si leggeva a nome di tutto il M5S: “Di fronte alle proposte contenute in manovra, dal tetto al contante alla multa sul Pos, saremmo anche d’accordo se queste rappresentassero delle vere misure anti-evasione… Ma l’inserimento di queste misure non solo non fa recuperare risorse, ma addirittura rischia di porre questo Governo nello stesso atteggiamento di quelli del passato, che pensavano di fare la lotta all’evasione mettendo nel mirino commercianti, professionisti e imprenditori.

Un segnale culturale devastante, se a maggior ragione stiamo ancora cercando l’intesa sul carcere e la confisca per i grandi evasori, cioè per coloro che evadono più di 100 mila euro. Come si può obbligare il titolare di una piccola attività familiare ad avere il Pos se poi le commissioni delle banche restano altissime? Lo stesso limite del contante non ci vede contrari, ma bisogna mettere in condizione tutti di poter usare una carta di credito”.

m5s come renzi

Poi passa all’attacco:

Può darsi che le nuove norme facciano perdere qualche voto fra gli evasori. Ma è sicuro che ne farebbero guadagnare parecchi fra i tanti cittadini onesti che hanno smesso di votare perché stufi di pagare anche al posto di chi non paga e di ascoltare false promesse di equità fiscale. In ogni caso, i 5 Stelle non sono nati per lisciare il pelo all’illegalità in cambio di voti: per questo c’erano già i partiti.

Sono nati e cresciuti fino al 33% per rappresentare l’Italia pulita contro ogni illegalità, ingiustizia e privilegio. E hanno cominciato a perdere voti un anno fa, quando il patto con la Lega li trascinò nel fango della “pace fiscale” e degli scandali salviniani. Ora hanno l’occasione di riscattarsi, rivendicando con orgoglio le norme anti-evasione che il loro premier non solo annuncia, ma realizza (altro che “democristiano”). Gli italiani perbene, che le attendono da decenni, li ricompenseranno.

Leggi anche: La testa di cavallo che il M5S fa ritrovare nel letto di Conte