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Cosa farà Carlo Calenda? La tentazione di stracciare l'accordo col Pd

Asia Buconi|

letta calenda Carlo Calenda

Anche il secondo capitolo dell’epopea infinita in cui si è trasformata quest’anno la formazione della coalizione di centrosinistra si è concluso con un lieto fine: dopo l’accordo raggiunto con Europa Verde di Angelo Bonelli e con Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, il segretario del Pd Enrico Letta ha sottolineato come anche l’intesa con Azione e +Europa vada avanti e come questi siano “accordi separati ma compatibili: un patto elettorale e un accordo elettorale oggi”. Per evitare malumori, Letta ha infatti specificato che quello con Calenda sia un “patto di Governo”, mentre quello con Ev-Si “un patto elettorale”. Ma la distinzione non ha convinto il leader di Azione, che ha sentenziato: “I patti sono tutti di Governo”.

Le certezze di ferro di Enrico Letta si sono quindi presto infrante contro il muro di perplessità di Calenda. I retroscena parlano di un segretario di Azione tormentato dal dubbio e profondamente indeciso sul da farsi: stando a un’indiscrezione riportata stamane su Il Corriere della Sera, l’ex ministro dello Sviluppo economico avrebbe detto a un collega che “con questa coalizione di centrosinistra, la destra la voterei anch’io”. Parole che lasciano poco spazio all’immaginazione.

I dubbi senza fine di Carlo Calenda: è oggi l’ora della verità

Il nodo è sempre quello: Carlo Calenda non ha intenzione di entrare in coalizione con “gente che ha sfiduciato Draghi”, come ha ricordato anche ieri su Twitter, e con chi “ha votato contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato”. I più ottimisti, che credono che alla fine lo strappo non ci sarà, sottolineano come il leader di Azione non possa rompere “perché nel patto che Letta ha firmato con lui erano previste altre alleanze” e pure perché sarebbe costretto all’incubo di raccogliere firme per presentare il simbolo, dato che Emma Bonino, che detiene quello di +Europa, non lo seguirebbe e rimarrebbe accanto al Pd.

Ma a bruciare è soprattutto la pioggia di critiche degli elettori più moderati di Azione, che dopo l’accordo col Pd si sono dati al fuggi fuggi generale. Tra l’altro, la rottura di Calenda coi dem potrebbe portarlo sì al divorzio con +Europa, ma pure a un nuovo accordo con Renzi per il Terzo Polo, che otterrebbe l’appoggio assoluto dei liberal e che, stando ai sondaggi, potrebbe arrivare addirittura al 10-15%. Non è esclusa neanche l’eventualità di una corsa in solitaria, che stando ai sondaggi varrebbe all’ex ministro dello Sviluppo economico addirittura il 15%. Quel che è certo è che “Carlo è travagliatissimo”, come ha confermato ieri sera un amico di Calenda a Repubblica. C’è pure chi ipotizza che il leader di Azione potrebbe alzare la posta e chiedere al Pd il 50% degli uninominali, una rinegoziazione, questa, che però i dem non accetterebbero.

L’inusuale silenzio stampa di Calenda, che al momento tiene in bilico un’intera coalizione e, potenzialmente, il destino delle prossime elezioni, verrà rotto da Lucia Annunziata su Rai3 a Mezz’ora in più, dove sarà ospite oggi pomeriggio per sciogliere tutti i dubbi. La suspense è ai massimi livelli.