Politica

Sondaggi, PD in calo e M5S in crescita

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Dopo le elezioni siciliani i  sondaggi di Nando Pagnoncelli pubblicati oggi dal Corriere della Sera danno il Partito Democratico in calo e il MoVimento 5 Stelle in crescita, mentre il centrodestra rimane stabile e continua ad essere favorito dal Rosatellum nell’eventuale ripartizione dei seggi alla Camera. 252 sono i seggi attribuiti a Berlusconi, Salvini e Meloni dal conto totale dei collegi uninominali e dalla ripartizione proporzionale, mentre il M5S si ferma a 173 e la coalizione formata da PD e Alfano arriva a 164. La Sinistra di MDP ad oggi avrebbe 23 deputati e non sarebbe decisiva nell’assegnazione di nessuna maggioranza. Il giorno dopo le elezioni quindi lo scenario che si profilerebbe è quello della completa ingovernabilità, mentre soltanto un accordo (per ora soltanto sulla carta) tra centrosinistra e centrodestra assicurerebbe una piena maggioranza.

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La rilevazione di Pagnoncelli pubblicata oggi sul Corriere della Sera (11 novembre 2017)

Pagnoncelli poi riporta l’opinione degli italiani sulle elezioni siciliane:

Il 50% ritiene che Renzi ne esca indebolito e non possa più essere il candidato premier del Pd mentre per il 32% il segretario non ha responsabilità e rimane il principale riferimento alle prossime elezioni.
Nettamente più severi nei confronti dell’ex premier gli elettori dei partiti avversari. Il 52% è convinto che il centrodestra è unito solamente in campagna elettorale ma è destinato a dividersi sui programmi di governo nazionale, mentre il 30% prevede che sarà in grado di portare avanti un comune programma di governo; anche in questo caso le opinioni dei diversi elettorati divergono nettamente: fiduciosi gli elettori di centrodestra, scettici gli altri. Il 51% pensa che il M5S non sia in grado di vincere e difficilmente potrebbe governare a livello nazionale, mentre il 33% considera il risultato siciliano un voto regionale che non preclude il successo alle politiche.

Insomma, Renzi è indebolito, il M5S non è ritenuto in grado di governare e il centrodestra non ha i numeri per arrivarci. Se lo scenario rimanesse questo, il giorno dopo le elezioni ci sarà da litigare.