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Sondaggi IPSOS, la Lega in calo e Meloni boom

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I sondaggi di IPSOS presentati oggi da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera vedono oggi la Lega in calo e Giorgia Meloni che sorpassa Matteo Salvini negli indici di popolarità.  Il giudizio sul governo è rimasto stabile rispetto a ottobre, infatti il 37% approva l’esecutivo (+1%) mentre la maggioranza (52%) si esprime negativamente (+2%) e coloro che non si esprimono rappresentano l’11% (-3%). L’indice di gradimento — come sempre calcolato mettendo in rapporto i giudizi positivi e quelli negativi escludendo dal computo le mancate risposte —si attesta a 42, dunque allo stesso livello dello scorso mese di ottobre. Nella rilevazione del 28 novembre la Lega perde il 2,4% attestandosi al 31,9% mentre il Partito Democratico guadagna lo 0,9% arrivando al 18,1%. Il MoVimento 5 Stelle cala di uno 0,7% attestandosi al 16,6%.

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Il sondaggio di IPSOS (Corriere della Sera, 30 novembre 2019)

Fratelli d’Italia supera la soglia del 10% mentre Forza Italia è stabile al 6,2% mentre Italia Viva scende di uno 0,9% fermandosi al 5,3%.  Europa verde e Azione di Calenda sono appaiati al 2,3%, Sinistra italiana con il 2% e +Europa con 1,2%. Tutte le altre liste con meno dell’1%, nell’insieme raggiungono il 3,5%.

Le opinioni sui leader politici e i capi delegazione della maggioranza fanno invece segnare alcuni cambiamenti importanti: il presidente Conte, apprezzato dal 43% degli italiani, si mantiene al primo posto in graduatoria ma arretra di 6 punti nell’indice di gradimento (47); Salvini perde 8 punti, passando da 45 a 37, e viene scavalcato al secondo posto da Giorgia Meloni che si attesta a 40 (-1); a seguire Franceschini con indice 27, Bellanova e Speranza appaiati a 23, Zingaretti stabile a 20, quindi Di Maio con 18 (in calo di 6 punti), Berlusconi con 17 (-1) e Renzi con 10 (-6).

È sorprendente il vistoso calo di consenso di quattro big, con ogni evidenza per motivazioni diverse: il calo maggiore è quello di Salvini, alle prese con la polemica sul Mes e, più in generale, con la ricerca di nuovi temi e proposte, dato che la questione migranti a distanza di un anno è passata dal 45% al 28% nelle priorità degli italiani; la flessione del premier Conte sembra attribuibile al suo recente maggiore protagonismo che potrebbe avere attenuato la sua immagine istituzionale super partes, alienandogli una quota delle simpatie di cui godeva; Di Maio deve far fronte alle divisioni interne, alla dialettica non sempre serena con il premier e all’imprevisto esito della consultazione degli iscritti sui prossimi appuntamenti elettorali, mentre Renzi è stato investito dalle polemiche sul finanziamento della fondazione Open che sostiene le sue iniziative politiche.

Adesso si capisce perché Salvini chiama la Meloni “nana malefica”.

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